“Ville verte lac Rose” è il progetto di sviluppo urbano che punta a cambiare il volto del lago Retba, specchio d’acqua del Senegal esteso per 3 km quadrati, situato circa 30 km a nord-est rispetto alla capitale Dakar e distante un solo chilometro dall’Oceano Atlantico. Qui il 20 maggio scorso l’iniziativa è stata rilanciata in presenza dei vertici di Orascom Construction, la società egiziana che si occuperà della costruzione di 10mila unità abitative su 216 ettari, del direttore della Delegazione generale per la promozione dei centri urbani di Diamniadio e Lac Rose (DGPU) Bara Diouf e dell’ambasciatore egiziano in Senegal Khaled Aref.
Il progetto
“Ville verte lac Rose” in realtà ha già una storia abbastanza lunga alle spalle. L’accordo per farlo partire risale infatti al 2019. Il budget previsto per portarlo a termine è stimato in centinaia di miliardi di franchi CFA. Ma ad oggi la distesa di villette a schiera, strade e servizi pubblici che dovrebbero scaturirne rimane sulla carta.
Nella prima fase del progetto è prevista la costruzione di 1.293 alloggi. Al loro fianco sorgeranno un presidio sanitario, un centro di formazione, luoghi per il culto religioso e servizi di cui potranno beneficiare i villaggi vicini, popolati per lo più da comunità di pescatori di etnia Lebou. Ci sarà anche un impianto di depurazione delle acque reflue.
Il governo del Senegal è convinto che una volta posto l’ultimo mattone di “Ville verte lac Rose” l’area calamiterà capitali stranieri attirando l’interesse di investitori del Golfo e del Nordafrica. Non a caso ad aggiudicarsi i lavori è stata una realtà come Orascom Construction che negli ultimi anni in Egitto ha partecipato alla creazione di nuove città e che in Senegal è già coinvolta in altri progetti di sviluppo edilizio.
Le caratteristiche del lago Retba
Il lago Retba è conosciuto in tutto il mondo principalmente per due motivi. Il primo rimanda alle sue acque di color rosa, fenomeno dovuto alla presenza di un particolare tipo di alga chiamata Dunaliella salina che produce un pigmento rosso attraverso cui assorbe meglio la luce del sole per il proprio sostentamento. L’altro motivo è che lungo le sue rive fino a qualche anno fa percorreva l’ultima tappa la gara di rally automobilistico e motociclistico Parigi-Dakar.
Vista l’estrema vicinanza dell’Oceano Atlantico, da cui è separato da dune cosparse di alberi Casuarina, il lago registra un livello di salinità del 40% assumendo così per vari aspetti caratteristiche simili a quelle del Mar Morto. Dal 2005 il sito è inoltre inserito in una lista provvisoria delle aree in attesa di essere riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

I rischi ambientali e sociali
I promotori del progetto “Ville verte lac Rose” assicurano che i 90 ettari di alberi Casuarina che separano l’Oceano Atlantico dall’area in cui sorgeranno le prime abitazioni con affaccio sul lago non verranno sfiorati dalle ruspe. Rassicurazioni che però non appaiono sufficienti a chi da tempo si oppone al piano.
L’ecosistema attorno al lago Retba è già stato messo a dura prova dalle inondazioni del 2022 che per un periodo non hanno fatto più riaffiorare il color rosa dalle sue acque. Gli ambientalisti temono che le colate di cemento lungo le rive potrebbero alterare in modo irrimediabile la regolarità degli scambi idrici tra l’Oceano e il lago filtrati dalle dune e dagli alberi Casuarina.
In un articolo pubblicato nel gennaio 2024 su The Conversation El Hadji Sow, ricercatore dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar, ha analizzato i danni che il progetto potrebbe causare lungo la sponda settentrionale del lago dove è prevista la costruzione degli alloggi. Nella sua analisi il ricercatore ha sottolineato il divieto di realizzare strutture turistiche nelle dune che separano il mare dal lago poiché ciò ne comprometterebbe la qualità dell’approvvigionamento idrico.
Molti residenti locali denunciano l’opacità delle procedure di espropriazione per gli immobili che dovranno fare spazio alle nuove unità abitative, gli indennizzi insufficienti e il fatto di non essere mai stati consultati né dalle autorità senegalesi né tantomeno dall’impresa egiziana Orascom Construction. Alla fine del novembre scorso undici persone che protestavano contro l’iniziativa sono state arrestate e rilasciate dopo quindici giorni.
C’è poi chi teme che l’economia che gravita attorno al lago – oltre 3mila persone che vivono principalmente di turismo, ristorazione, estrazione e vendita di sale – verrà spazzata via dal progetto, nonostante il governo garantisca che questo genererà diverse migliaia di posti di lavoro tra diretti e indiretti.
I residenti si chiedono inoltre dove verranno mandati a vivere, considerato che non potranno permettersi di acquistare i nuovi alloggi. Per comprare una nuova unità abitativa si parte da un minimo di 13 milioni di franchi CFA (20mila euro) per arrivare a un massimo di 162 milioni (247mila euro).
Il governo promette che verranno realizzati 7mila alloggi sociali, dunque alla portata dei residenti. Ma la sensazione è che vivere a “Ville verte lac Rose” sarà un privilegio che potranno concedersi solo facoltose persone provenienti da Dakar o dall’estero.