Senegal

Il governo senegalese ieri ha presentato il progetto di revisione costituzionale. La proposta di revisione è fortemente sponsorizzata dal presidente senegalese Macky Sall. Al centro c’è il limite massimo di due mandati presidenziali consecutivi e la diminuzione della durata di un singolo mandato da 7 a 5 anni.
Le riforme che dovrebbero entrare in vigore immediatamente ed essere applicate anche su di lui. Una decisione che appare in controtendenza rispetto a molti altri capi di stato africani criticati perché aggrappati al potere (Burundi, Rwanda, Congo etc…). Il testo, contiene 15 riforme, e riguarda anche norme elettorali e l’espansione deii poteri dell’assemblea nazionale e del Consiglio costituzionale.

Sall, che è stato eletto nel febbraio 2012 per un mandato di sette anni, si è impegnato a ridurlo a 5, e vorrebbe indire un referendum sulla riforma entro maggio 2016. Il voto dovrà dunque stabilire se le prossime elezioni presidenziali si terranno nel 2017 o nel 2019.

Ora il Consiglio Costituzionale dovrà  pronunciarsi sulla legittimità del progetto. In caso di parere favorevole si andrà al referendum. Secondo fonti dell’Afp “in linea di principio ci vorrà circa un mese” per avere un pronunciamento.
Nonostante questo non sono mancate le critiche in Senegal. Il Partito democratico senegalese (Pds), principale partito di opposizione in Senegal, ha criticato il progetto di revisione costituzionale presentato ieri dal governo senegalese. Babacar Gaye, portavoce del partito, ha dichiarato che il presidente Macky Sall avrebbe dovuto tenere separate la riforma sulla riduzione del mandato presidenziale dalle altre riforme costituzionali.

“Siamo contrari al pacchetto di riforme”, ha dichiarato il portavoce del partito di opposizione. Alle critiche mosse dall’opposizione ha risposto il portavoce del partito Alleanza per la repubblica (Apr), il partito del presidente, secondo cui l’obiettivo del progetto è quello di “rafforzare la democrazia” attraverso riforme in più settori. “Non è mai esistito un presidente che accetta di ridurre il suo mandato”, ha detto Seydou Gueye. La riforma, ha aggiunto il portavoce, “rafforza i diritti dei cittadini e le competenze delle altre istituzioni, rappresentando una rottura drastica in termini di modello democratico”. (Rfi / Afp)

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