Senegal / Wade

Si è aperta ieri a Parigi un’inchiesta per indagare sui beni di Karim Wade, il figlio dell’ex presidente Abdoulaye Wade cui la scorsa settimana l’attuale presidente senegalese Macky Sall ha concesso la grazia. Lo riferisce l’emittente radiofonica francese Rfi.

L’inchiesta riguarda i beni di Wade in Francia, mentre in Senegal sono già stati sottoposti a sequestro sette appartamenti e alcuni terreni nella capitale Dakar. Oltre alla Francia, il governo senegalese ha avviato procedure di controllo sui beni di Wade anche a Monaco e Lussemburgo.

L’ex ministro era stato condannato nel 2012 a una pena di sei anni e al pagamento di 240 mln di dollari per arricchimento illecito: Karim Wade si sarebbe infatti appropriato di oltre 200 mln di dollari mentre esercitava la funzione di ministro durante i 12 anni di governo di suo padre. I fondi, secondo la corte che lo condannò nel 2012, erano stati poi dirottati a conti offshore a Panama e alle Isole Vergini.

Un comunicato stampa della presidenza ha specificato che la grazia concessa non esime l’ex ministro dal pagamento della pena pecuniaria comminata.

Durante il periodo di governo di suo padre, Karim Wade era responsabile dei grandi progetti infrastrutturali ed energetici del paese. Dal suo arresto nel 2012, egli ha sempre negato le accuse a suo carico, e i suoi sostenitori bollarono la sua incarcerazione come una manovra politica del nuovo esecutivo senegalese per eliminare la dissidenza interna.

L’arresto di Wade rappresentò, secondo il governo di Sall, un passo importante nella lotta alla corruzione. (alJazeera)