Parlano due leader religiosi / Pronti al confronto

Abdellah Redouane e Mohamed Abdeslem Guerfi a tutto campo sulla condizione delle comunità musulmane in Italia: dai finanziamenti per le moschee alla religione a scuola, dal ruolo della donna al radicalismo in nome della fede. E ribadiscono la necessità di mettere a punto uno strumento che regoli i rapporti tra repubblica italiana e la confessione islamica.

Come evolve la situazione dei musulmani che vivono nel nostro paese. E quali sono le criticità e le propensioni dell’islam italiano rispetto allo stato e alla società civile. Ne parliamo con due esponenti delle due maggiori organizzazioni islamiche in Italia. Abbiamo posto a entrambi le medesime domande.

Abdellah Redouane è il segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia (Cici) che ospita la moschea più grande d’Europa, l’unica organizzazione islamica riconosciuta come ente di culto dallo stato italiano. Mohamed Abdeslem Guerfi è presidente del Consiglio islamico di Verona e già vicepresidente di Majlis a-shura, organo consultivo dell’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, Ucoii, alla quale fanno riferimento diverse moschee a livello nazionale.

Le statistiche dicono che in Italia vivono 1,6 milioni di musulmani. Quanti frequentano le moschee?

Redouane. È difficile stimarli, ma è una percentuale medio-bassa, anche in virtù della mancanza di luoghi di culto dignitosi o della loro totale assenza in alcune realtà geografiche. La Grande moschea di Roma il venerdì ospita circa 2mila persone che diventano più di 30mila durante le feste religiose islamiche.

Guerfi. Problematico calcolare anche quanti frequentino le moschee. La nostra di Verona, il venerdì ospita 700-800 fedeli.

Molti contestano l’uso di finanziamenti, per la costruzione di moschee, provenienti dai governi arabi islamici che non rispettano i diritti umani e la libertà religiosa. È così?

Redouane. Non posso essere a conoscenza di tutti i finanziamenti che arrivano in Italia. Il Cici è un ente di diritto italiano che agisce in conformità alla legge. I governi di cui si parla nella domanda sono espressione di paesi riconosciuti dalla repubblica italiana e con loro rappresentanze diplomatiche. Se un paese viola la libertà religiosa è dovere della comunità internazionale intervenire.

Guerfi. Chiunque se vuole può avanzare delle obiezioni, basta che provi ciò che afferma. Comunque i finanziamenti che provengono dall’estero sono controllati. Questo è uno dei falsi allarmi per scatenare timore nei confronti della comunità musulmana. (…)

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