NON SONO RAZZISTA MA… – APRILE 2019
Marco Aime

Confesso, non ho mai amato il “politicamente corretto”, se esasperato, perché in molti casi si rivela essere una cosmesi lessicale ipocrita, secondo la quale “non vedente” è meglio di “cieco”. Non lo amo, ma sono convinto che ci sia una correttezza del linguaggio da rispettare.

Una sorta di igiene della lingua, che giova alla civiltà dei rapporti interpersonali. Per questo m’imbarazza e mi preoccupa sentire esponenti della Lega e della destra attaccare il politicamente corretto con frasi del tipo: «Insomma, non si può più dire ciò che si vuole!».

Perché non è onesto dire che adottare una certa correttezza significa limitare la libertà di espressione altrui. Non si può essere liberi di dire frasi volgari, come quelle rivolte a Emma Marrone dal leghista Massimiliano Galli, il quale all’invito a chiedere scusa, ha avuto l’ardire di ribattere: «Non posso, perché non ho detto nulla di offensivo, è stato fraintesa la mia espressione e non ho bisogno di chiedere scusa». Fraintesa? I casi sono due, anzi tre: Galli non conosce l’italiano o è in malafede o entrambe le cose.

Questo atteggiamento, che oscilla tra il giullaresco e il provocatorio, consente di lanciare insulti, proclami violenti, espressioni razziste, il tutto con un tono un po’ ridanciano. La violenza verbale, pronunciata con il sorriso sulla bocca e con apparente bonarietà, finisce per apparire meno violenta e soprattutto consente di replicare all’indignazione altrui, svilendo le proprie stesse affermazioni e declassandole a boutade.

Inoltre tali esagerazioni, buttate lì in modo goliardico e non con il tono responsabile che ci si attende da un rappresentante delle istituzioni politiche, se da un lato sono talmente assurde da risultare poco credibili, dall’altro però finiscono per innalzare di volta in volta la soglia di sopportazione e di accettazione.

Come affermava Machiavelli, quando si tira con l’arco bisogna mirare in alto per colpire più in basso. Aver pronunciato una qualche aberrazione, rende la cosa potenzialmente realizzabile e comunque mitridatizza la gente a una proposta, magari di portata minore, che verrà presentata successivamente. A quel punto paragonata alla prima, la seconda risulterà persino accettabile e così via.

Massimiliano Galli
Il consigliere comunale della Lega di Amelia (Terni) aveva insultato su Facebook la cantante Emma Marrone che, lo scorso febbraio, si era detta favorevole all’apertura dei porti alle navi che portano i migranti. La Lega ha annunciato l’espulsione di Galli.