In piazza
Si rinnova oggi, come un anno fa, lo sciopero degli stranieri, promosso in tutta Italia dal comitato Primo Marzo. Vi partecipano italiani vecchi e nuovi. Per i diritti di cittadinanza.

Sono 43 le piazze che oggi nel pomeriggio si animeranno in tutta Italia per il secondo sciopero degli stranieri. I migranti si asterranno dal lavoro contro la cultura dell’esclusione e per il riconoscimento di diritti e di una piena cittadinanza.

Le richieste del comitato organizzatore sono l’abolizione della Bossi Fini e del reato di clandestinità, cui si aggiunge la richiesta di estendere l’articolo 18 sull’immigrazione a tutela dei lavoratori che denunciano di essere stati costretti all’irregolarità dai datori di lavoro. Si vuole inoltre rimettere la persona al centro della cittadinanza, riconoscendo una soluzione dignitosa a chi è stato vittima della sanatoria truffa e garantire alle seconda generazioni la cittadinanza automatica in quanto nate su suolo italiano.

Ha idee chiare Stefania Ragusa, del comitato Primo Marzo, e rivendica il lavoro svolto dai comitati locali nati dopo la manifestazione dell’anno scorso, che ha permesso di scandire con più precisione la piattaforma politica dello sciopero di oggi.

I migranti sono fondamentali al funzionamento economico della società non solo per l’11% di prodotto interno lordo stimato, ma soprattutto per versamenti di contributi assistenziali e occupazioni in settori sensibili come l’assistenza dove sostituiscono di fatto un Welfare assente.

Non uno sciopero etnico quindi ma un ampliamento della categoria di straniero. Straniero deve essere oggi chiunque si senta estraneo al diffuso clima di razzismo in Italia. Di qui l’auspicio di raggiungere i risultati del 2010 che ha visto una partecipazione di 300mila persone, italiani vecchi e nuovi.

Inevitabile il richiamo alle rivoluzioni alle rivoluzioni del Nord Africa. “Bisogna scegliere da che parte stare” è l’appello diffuso da alcuni comitati locali che esprimono l’insofferenza della politica italiana sui flussi, di cui è protagonista la Libia.

L’attenzione alla cronaca nordafricana richiede un cambio di prospettiva. Si deve dare una risposta conforme al diritto internazionale non a migliaia di clandestini che minacciano l’Europa ma a probabili richiedenti asilo politico.

Dedica particolare della giornata è per Nourredine Adane (Giustizia e Verità Noureddine) giovane che si è dato fuoco per protesta il 19 febbraio scorso contro gli effetti del Pacchetto Sicurezza cui era stato sottoposto nella sua Palermo. (Alberto Lunardi)

 

Mappa delle manifestazioni in tutta Italia.