Sierra Leone / Ebola

Sono 109 le persone che potrebbero essere entrate in contatto con il nuovo caso di ebola confermato dalle autorità sanitarie venerdì scorso in Sierra Leone. Per questo motivo sono state tutte rintracciate e messe in quarantena per cercare di impedire una nuova diffusione del virus nel paese dell’Africa occidentale, come annunciato sabato dalle autorità sierraleonesi.

L’allarme è scoppiato dopo che una giovane studentessa, proveniente da un villaggio di Lunsar, nel nord del paese, è morta martedì scorso a  Magburaka presentando i sintomi tipici della malattia e i test effettuati sul suo corpo hanno confermato la presenza del virus.

Il nuovo caso è stato confermato appena poche ore dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva dichiarato la vicina Liberia “Ebola free” e di conseguenza la fine dell’epidemia che due anni fa ha colpito l’Africa Occidentale, provocando 28637 casi e 11315 morti. Oltre il 99% sono stati registrati in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Quest’epidemia è la più grave da quando questo virus è stato scoperto in Africa centrale nel 1976.

“Finora abbiamo identificato 109 contatti, di cui 28 sono ad alto rischio, e tre di questi devono ancora essere localizzati”, ha detto in una conferenza stampa il capo dell’Ufficio di Sicurezza Nazionale (Ons), Ismaele Tarawally.

“Il governo è attualmente in campo, con il supporto di un team di varie istituzioni internazionali e nazionali” per cercare di determinare l’origine dell’infezione e le catene di trasmissione, ha detto sempre Tarawally. Le indagini proseguono in quattro distretti del nord del paese: Tonkolili, Kambia, Port Loko e Bombali.

La Sierra Leone era stata dichiarata “Ebola free” il 7 novembre scorso. (Jeune Afrique / Afp)