Sierra Leone / Scuola

Dall’aprile 2015 in Sierra Leone vige un decreto del Ministero dell’educazione che esclude le ragazze in gravidanza dall’istruzione pubblica e vieta loro di sostenere gli esami. È quanto si legge nel rapporto Shamed and blamed: Pregnant girls’ rights at risk in Sierra Leone diffuso da Amnesty International lunedì scorso, che spiega come le ragazze vedano continuamente violati i loro diritti con misure discriminatorie e umilianti, che oltretutto rinforzano stereotipi negativi su di loro. Sottoposte a ispezioni fisiche (non previste dalla legge, ma ampiamente diffuse e documentate) per verificare lo stato di gravidanza, migliaia di giovani vengono escluse dal sistema scolastico e, spesso, non hanno la possibilità di frequentare le scuole speciali previste per loro.
La motivazione ufficiale del divieto risulta essere la volontà di «proteggere le ragazze innocenti da cattive influenze», contribuendo a rinforzare lo stigma sociale su queste giovani donne. «L’educazione è un diritto, non una concessione che il governo può revocare arbitrariamente per punizione» afferma Sabrina Mahtani, ricercatrice di Amnesty International per l’Africa Occidentale. La Sierra Leone si sta lentamente risollevando dalla crisi dell’Ebola, che ha devastato la società colpendo in particolare le donne. «È vitale che queste ragazze non siano lasciate indietro», sostiene Mahtani. In vista dei prossimi esami, programmati per il 23 novembre, Amnesty International chiede alle autorità di revocare immediatamente il bando. (Amnesty International)