Spese militari italiche
800 milioni di euro. Cifra approvata, quasi all’unanimità, nel decreto-legge che finanzia fino a giugno le missioni militari italiane in ambito Onu, Nato, Unione europea. Prelevati fondi anche da Istruzione, Salute, Giustizia, Infrastrutture, Beni culturali, Sviluppo economico.

La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il decreto-legge che rifinanzia per il primo semestre 2010 le missioni militari all’estero. Si tratta di decine di missioni in ambito Onu, Nato, Unione europea e bilaterali. La norma ha avuto il consenso quasi unanime dei gruppi parlamentari, ad esclusione dell’Italia dei valori (Idv), che si è astenuta, e di alcuni senatori radicali eletti nelle liste del Partito democratico.

 

Nel corso dell’iter parlamentare è stata autorizzata la spesa di quasi tre milioni di euro per l’invio di 130 carabinieri ad Haiti. Tali fondi, come ha evidenziato l’on Di Stanislao (Idv) saranno sottratti da quelli per interventi civili in Afghanistan. Con riferimento a quest’ultimo paese, il provvedimento attua l’aumento di mille soldati del nostro contingente che sarà completato entro il 2010. Verranno ridotti i reparti presenti in Libano (-200 uomini circa) e nei Balcani.

 

Da segnalare – per i suoi profondi riflessi sui diritti umani dei migranti e dei richiedenti asilo – la missione nel Mediterraneo, disposta in attuazione del trattato Italia-Libia che dispiega alcune imbarcazioni per supportare la Libia nel contrasto dell’immigrazione irregolare e che prevede il dislocamento di 29 finanzieri., con un costo notevolmente superiore rispetto al passato. Del resto pochi giorni fa, alla presenza del ministro dell’Interno Roberto Maroni, sono state consegnate altre tre motovedette a Tripoli, per rafforzare il pattugliamento congiunto fra la Guardia di finanza e le forze di sicurezza libiche.

 

Le missioni vengono finanziate con lo stanziamento di circa 800 milioni di euro, di cui 54 prelevati da dicasteri che nulla hanno a che fare con le Forze Armate: fra questi, Istruzione (10 milioni circa), Infrastrutture (5,6 milioni), Beni culturali (5,3 milioni) Giustizia (4 milioni), Sviluppo Economico (2,8 milioni), Salute (2 milioni). In questo modo le spese militari ricadono anche su altri ministeri come quello dell’istruzione costretti a subire drastici tagli. Il parlamento, ha quindi affermato il principio che la spesa militare, a differenza di quella sociale, è intoccabile.