Rd Congo, parroco ucciso a Masisi
L’uccisione di padre Etienne Nsengiunva, nella provincia del Nord Kivu ha scatenato un ampio movimento di solidarietà alla chiesa e alla popolazione di quella martoriata e dimenticata regione. Dove sequestri, omicidi e violenze fisiche di ogni sorta, sono in aumento.

Si moltiplicano le condanne per l’inasprirsi delle violenze contro la popolazione nel Kivu, martoriata provincia nell’est della Repubblica democratica del Congo, in mano a diverse milizie e bande armate, ma anche a “schegge impazzite” dell’esercito regolare.

L’ultima vittima è stato un prete, padre Etienne Nsengiunva, parroco di Kitchanga, diocesi di Masisi, freddato da uomini armati entrati nella stanza in cui stava mangiando assieme ad altre persone, domenica, dopo la celebrazione della messa.

Un altro sacerdote, Celestin Ngango, rapito dopo aver celebrato la funzione della domenica di Pasqua nella parrochhia di Karambi, diocesi di Goma, è stato invece rilasciato il 5 aprile dopo il pagamento di un riscatto. I rapitori avevano inizialmente chiesto il corrispettivo di 400 mila euro per la sua liberazione. Ngango è una delle 10 persone rapite nel distretto amministrativo di Rutshuru in meno di una settimana, secondo quanto denuncia il Centro studi per la promozione della pace, della democrazia e dei diritti umani in Rd Congo (CEPADHO). Tre di loro sono stati “giustiziati dai loro rapitori lunedì, dopo che il riscatto non è stato pagato”, uno è stato liberato, mentre gli altri cinque, tutti agricoltori rapiti mentre lavoravano nei loro campi, sono ancora dispersi. A Beni, nel Nord Kivu, una decina di giorni fa la popolazione è scesa in strada per chiedere più sicurezza e legalità dopo l’uccisione di 11 civili.

Le chiese e gli attivisti cattolici hanno guidato quest’anno manifestazioni nazionali di protesta contro il governo illegittimo del presidente congolese Joseph Kabila. La Chiesa cattolica congolese, in particolare, ha mediato e supervisionato la firma di un accordo per fissare una data delle elezioni generali nel paese ricco di minerali, ma l’elezione ripetutamente è stata posticipata.

Dopo la brutale uccisione di padre Etienne Nsengiunva, dagli Stati Uniti la Catholic Task Force for Africa (CTFA) di Washington e la Religious at United Nations (RUN) di New York, hanno inviato una lettera di solidarietà e vicinanza ai vescovi, alla chiesa locale e alla popolazione.

Nella foto: padre Etienne Nsengiunva