Somalia / Al-Shabaab

Sono almeno 26 i morti e 56 i feriti nell’attacco sferrato venerdì sera dal gruppo terroristico al-Shabaab all’hotel Medina (conosciuto anche come As-Asey hotel), nel porto di Kisimayo. Sono stati uccisi anche 3 degli attaccanti, mentre un quarto sarebbe stato arrestato. Lo ha dichiarato il presidente dello stato del Jubbaland, Ahmed Mohamed Madobe, di cui la città portuale è la capitale commerciale.

L’attentato, il più grave a Kisimayo dal 2012 quando al-Shabaab è stato espulso dalla città dalle truppe keniane, si è svolto secondo una modalità ben conosciuta in Somalia: un veicolo carico di esplosivo ha forzato il controllo di sicurezza penetrando all’interno del cortile dell’hotel, dove è stato fatto esplodere, mentre 4 miliziani si asserragliavano all’interno dell’edificio, prendendo in ostaggio i clienti e lo staff. Ci sono volute 12 ore per stanarli.

Nell’hotel era in corso una riunione di leader comunitari e politici locali per discutere delle prossime elezioni parlamentari e presidenziali dello stato del Jubbaland che si terranno nelle prossime settimane.

Tra i morti, anche diversi stranieri: 3 keniani, 1 inglese, 2 americani e 3 tanzaniani. Alcuni avevano la doppia cittadinanza. Sono rimasti uccisi anche 2 giornalisti: Hodan Nalayeh, somalo-canadese molto nota per aver fondato Integration TV canale attraverso cui faceva conoscere storie di successo, in cui i protagonisti erano somali della diaspora, nei campi profughi e nella stessa Somalia, e Mohamed Sahal Omar, reporter di una televisione locale. Nell’attacco sono rimasti uccisi, tra gli altri, anche il marito di Hodan, Jama Fariid, Abdifatah Mohamed, funzionario locale dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), e Abdullahi Isse Abdulle, direttore esecutivo dell’ong locale SADO Somalia. (Reuters)