Somalia / Migranti

Secondo l’agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unchr), almeno 42 rifugiati somali sono morti nelle acque dello stretto del Bab el Mandeb, al largo di Hodeidah, tra lo Yemen e Gibuti. Altri 39 sono rimasti feriti e molti sarebbero ancora dispersi.

I profughi, in possesso di documenti dell’Unhcr che attestavano la loro situazione di richiedenti asilo, stavano lasciando lo Yemen ed erano diretti in Sudan, da cui, presumibilmente, avrebbero iniziato il viaggio verso l’Europa. Il loro battello, che trasportava almeno 140 persone, è stato attaccato da un elicottero militare Apache in una zona del fronte in cui si combattono la coalizione dei ribelli Houti, sostenuta dall’Iran, e quella capeggiata dall’Arabia Saudita, che appoggia il presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi.

Il ministro degli esteri somalo, Abdusalam Hadliye Omar, ha espresso profonda amarezza per quello che ha descritto come un “attacco orrendo” e ha chiesto ai paesi amici che fanno parte dell’alleanza araba che sostiene il presidente yemenita di investigare sull’incidente.

Il portavoce della coalizione, generale Ahmed al-Asseri, ha dichiarato che Hodeidah rimane sotto il controllo degli Houti e il porto è usato dai trafficanti di uomini e di armi, oltre che per attacchi alle linee di comunicazione nel mar Rosso. La coalizione ha anche fatto sapere che nel momento dell’attacco al battello dei profughi non era in atto nessuna operazione militare in quella zona. (Reuters)

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