Somalia

Si è aperta ieri a Londra la terza conferenza internazionale sulla Somalia, organizzata con il patrocinio della Gran Bretagna e delle Nazioni Unite. Le prime due si tennero nel 2012 e nel 2013.

Partecipano alla conferenza, che durerà due giorni, il nuovo presidente somalo, Mohamed Abdullahi Farmajo, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e diversi capi di Stati della regione, e in particolare: Uhuru Kenyatta (Kenya), Yoweri Museveni (Uganda) e Hailemariam Dessalegn, primo ministro etiopico.

Saranno discusse le questioni della sicurezza, dell’aiuto umanitario e dello sviluppo. Il paese è infatti ancora tormentato dall’attività terroristica del movimento jihadista al-Shabab, legato ad al-Qaeda, e sta attraversando un periodo di drammatica siccità.

Si parlerà in particolare, dell’architettura del sistema di sicurezza somalo, che il governo federale dovrà concordare con gli stati federali, e di come garantire la sicurezza nel rispetto dei diritti umani.

Si darà inoltre impulso al finanziamento delle operazioni di aiuto per affrontare la carestia e si concorderà una nuova partnership internazionale, con lo scopo di accompagnare il paese verso una pace più stabile e l’avvio di un più solido sviluppo economico entro il 2020.

Ci sono grandi attese per i risultati della conferenza, dal momento che una Somalia stabilizzata è fondamentale per la pace in tutta la regione e dal momento che le elezioni che si sono svolte nei mesi scorsi hanno aperto prospettive nuove per la governance del paese. (Africanews)

Per approfondire leggi il dossier: Il ritorno della Somalia