Sfiduciato il governo
I deputati somali hanno approvato ieri una mozione di sfiducia contro il governo. Dura la reazione dell’esecutivo che ha destituito lo speaker del parlamento, ormai in carica oltre i termini del proprio mandato. Sullo sfondo, i colpi di artiglieria dei ribelli e la risposta dei caschi verdi dell’Ua, che hanno provocato almeno 24 morti.

È crisi istituzionale e di governo, in Somalia, dopo che ieri, a conclusione di una turbolenta seduta del parlamento, 280 deputati hanno votato a favore di una mozione di sfiducia nei confronti del governo. In 30 avrebbero votato contro, mentre 8 si sono astenuti.

Nonostante la seduta fosse a porte chiuse, le urla e i litigi erano percepibili persino fuori dall’aula parlamentare, messa a nuovo, peraltro, proprio per questa occasione.

Al termine della riunione, lo speaker del parlamento, Sheikh Aden Madobe (nella foto a sinistra), sponsor principale della mozione, ha comunicato l’esito del voto alla stampa, chiedendo al presidente Sheik Sharif Ahmed di procedere alla formazione di un nuovo governo.

A subire la decisione, non ci ha pensato neanche un minuto, il premier Omar Abdirashid Sharmarke (nella foto a destra), che ha immediatamente chiesto la testa di Madobe, destituendolo dalla sua carica. «Il suo mandato era già scaduto» si è giustificato il governo, nominando in tutta fretta, oggi, Haji Shukri Sheikh Ahmed, che occuperà l’incarico fino all’elezione del nuovo speaker.

Era da dicembre, che il parlamento non si riuniva. Nemmeno la pioggia di granate che arrivava dalle postazioni dei ribelli islamisti è stata in grado di far superare le divisioni tra gli opposti schieramenti.

Costruito su una piccola altura, il Parlamento somalo offriva, un tempo, attraverso le sue ampie vetrate, la vista dell’intero quartiere circostante, del mare e della più antica moschea della capitale. Oggi, proprio per quella posizione, l’edificio è diventato un bersaglio ideale per i colpi di artiglieria.

Ieri, i bombardamenti hanno provocato almeno 24 morti e decine di feriti. Al fuoco dei miliziani di Al Shabaab hanno, infatti, risposto i militari della locale missione dell’Unione Africana (Amisom), colpendo alcuni quartieri della capitale.

Da mesi ormai i ribelli hanno preso progressivamente il controllo di gran parte del paese. Unica roccaforte del governo di transizione, rimane l’area che comprende l’aeroporto, il palazzo presidenziale e il parlamento, presidiate dalle truppe dell’Amisom.