Somalia / Media

Le forze di sicurezza somale hanno fatto irruzione sabato sera nella sede del giornale locale Xog Ogaal, sequestrando computer e fotocamere, e arrestandone il direttore, Abdi Adan Guled.

La denuncia arriva dall’Unione nazionale dei giornalisti somali, che colloca l’episodio nel clima generale di repressione che gli operatori della comunicazione respirano da tempo nel paese: «[Questo fatto] porta il marchio delle intimidazioni compiute dagli apparati di sicurezza statali» afferma il segretario generale dell’Unione, «Abdi Adan Guled è l’ultima vittima di una situazione diffusa di persecuzione delle voci indipendenti dei mezzi di comunicazione somali». Non sono chiare le motivazioni dell’arresto, ma l’Unione afferma che si tratta della prima azione del governo contro il giornale, che viene pubblicato dal 1991; le autorità somale non hanno commentato l’accaduto.

Si teme inoltre l’inasprimento delle intimidazioni con all’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, già slittate due volte e fissate, stavolta, per il 30 novembre. La situazione della libertà di stampa nel paese non è felice, nel quadro di instabilità e violenza che la Somalia vive fin dai primi anni ’90. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha registrato l’uccisione di almeno 32 reporter dal 2010 al 2015 in Somalia; operatori della comunicazione sono spesso vittime anche del gruppo jihadista al Shabaab. (Reuters)