Somalia / Ambiente

Una serie di disastri naturali e causati dall’uomo sta ostacolando gli sforzi per stabilizzare la Somalia e migliorare le condizioni della sua popolazione. Ad affermarlo è l’esperto indipendente Bahame Nyanduga, nella sua ultima relazione al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite prima della scadenza del suo mandato.

Il report evidenzia numerosi cambiamenti fatti negli ultimi sei anni con notevoli progressi nei settori della sicurezza, della politica, in ambito socio-economico e dei diritti umani. Ma aggiunge che sono continuate violazioni della libertà di espressione e di altri diritti, e la sostanziale impunità per gli autori di reati.

«La Somalia ha subito gravi violazioni dei diritti umani, in particolare la perdita endemica di vite umane a causa di attacchi terroristici di al-Shabaab, violenza tra clan e assenza dello stato di diritto. Violazioni dei diritti delle donne, violenze di genere e altri reati sessuali come lo stupro … Violazioni dei diritti dei bambini, tra cui il rapimento e il reclutamento forzato», ha affermato.

Oltre alle catastrofi provocate dall’uomo, Nyanduga osserva che la Somalia ha dovuto affrontare anche catastrofi climatiche e naturali che hanno provocato lo sfollamento di 2,6 milioni di persone. I cambiamenti climatici hanno esacerbato la competizione per i pascoli e l’acqua, fondamentali per la pastorizia. «Affrontare il problema della scarsità d’acqua contribuirà in modo significativo alla pace e alla riconciliazione tra i clan, perché (l’accesso all’acqua) è stato identificato come uno dei problemi che creano conflitti clanici», ha affermato. (Voice of America)