Somaliland

La Camera Alta del parlamento della regione semi-autonoma del Somaliland, conosciuta anche come assemblea degli anziani, ha approvato nei giorni scorsi la prima legge che colpisce lo stupro, considerato da ora in poi come un crimine per cui si rischiano fino a 20 anni di carcere. La Camera Bassa aveva già discusso e approvato il provvedimento lo scorso gennaio. Ora manca solo la firma del presidente, Musa Bihi Abdi, prevista nelle prossime settimane, perché la legge possa entrare in vigore. Abdi, eletto in novembre, aveva inserito la lotta alla violenza sessuale e di genere come una priorità del suo programma di governo. La legge approvata nei giorni scorsi colpisce anche altri abusi, quali i matrimoni forzati, le minacce a sfondo sessuale e il traffico di esseri umani allo scopo di riduzione in schiavitù a fini sessuali.

L’approvazione della legge si configura come un evento storico, dal momento che finora alle donne vittime di violenza non rimaneva che sposare il proprio violentatore per salvaguardare l’onore della famiglia o vivere da disonorate ed emarginate anche nell’ambito familiare. Secondo il codice di comportamento tradizionale, l’onta era pagata alla famiglia della vittima per evitare ritorsioni. Ora la vittima stessa potrà rivolgersi al tribunale per avere giustizia.

La rete Nagaad, formata da 46 gruppi di donne attivi nella difesa dei diritti di genere nel paese, si è detta incoraggiata dal fatto che il provvedimento è stato approvato alla Camera Alta, la più conservatrice, con 35 voti favorevoli su 50. Sottolinea però la necessità di far conoscere la legge e di stanziare le risorse necessarie per la sua applicazione.

La Somalia, da cui il Somaliland si è dichiarato indipendente, non ancora ha nessuna legge contro la violenza sessuale e di genere. (Voice of America)