Somalia / MGF

Una fatwa per vietare le mutilazioni genitali femminili, con l’impegno a punire i responsabili e a risarcire le vittime, è stata emessa in Somaliland questa settimana. “Ogni ragazza sottoposta alla circoncisione del faraone avrà diritto a un risarcimento in considerazione della gravità della ferita” si legge, in riferimento alle mutilazioni, nel documento firmato dal ministro degli Affari Religiosi, Sheikh Khalil Abdullahi Ahmed. “Chiunque sia colto nell’atto di eseguire questa pratica sarà punito”.

Nel testo non è chiarito se a garantire il risarcimento sarà lo Stato o il colpevole. Ahmed ha sottolineato che le mutilazioni, note anche con l’acronimo “Mgf”, causano sofferenze “durante il matrimonio, il parto e la giovinezza”. Il ministro ha sottolineato che il problema è stato “ignorato” troppo a lungo.

Il Somaliland è una regione di fatto indipendente dalla Somalia, anche se non riconosciuta a livello internazionale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nell’area sono state sottoposte a mutilazione circa il 98 per cento delle donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni. Le Mgf hanno una matrice tradizionale e culturale, come rito di passaggio, ma non specifiche connotazioni religiose. (Agenzia Dire)

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