Somalia

Si è concluso in un nulla di fatto il summit di sei giorni tra esponenti del governo federale della Somalia e di cinque stati federali – Galmudug, Hirshabelle, Jubaland, Puntland e South West – che si è svolto la settimana scorsa a Garowe, in Puntland.

Secondo i media locali, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed “Farmajo” (nella foto) non è riuscito a ottenere l’approvazione dei leader regionali su questioni chiave del paese, come la gestione delle risorse petrolifere. Al centro dei colloqui, anche le prossime elezioni del 2021, che il governo di Mogadiscio spera di tenere sulla base del principio “un cittadino, un voto”. La Costituzione, frutto del governo di transizione promosso dalle Nazioni Unite dopo 20 anni di guerra civile, mantiene infatti un meccanismo che consente solo ai rappresentanti delle comunità di votare ma la riforma della norma stenta ad arrivare.

Si è cercato inoltre di superare lo scontro che prosegue tra i governi regionali e quello centrale: lo scorso anno i primi hanno deciso di sospendere la cooperazione col governo di Abdullahi Mohamed, denunciando l’incapacità di garantire stabilità e sicurezza in un paese minacciato dai jihadisti di al-Shabaab e dello Stato islamico. Inoltre, i leader regionali si sentirebbero “esclusi e ignorati” dai processi decisionali del governo federale.

A evidenziare il bisogno di maggiore unità politica in Somalia è il fatto che gli attacchi dei jihadisti si siano continuati anche nel corso dei lavori di Garowe, a Mogadiscio e Bosaso. (Dire)

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati