Somalia / Al-Shabaab

Il movimento jihadista al-Shabaab ha rivendicato l’attentato compiuto ieri con l’esplosione di un’autobomba nella capitale somala Mogadiscio che ha provocato la morte di almeno 14 persone e circa 10 feriti.

L’auto carica di esplosivo era parcheggiata di fronte all’hotel Weheliye, luogo frequentato da politici e imprenditori, situato in quella che viene definita come l’arteria più frequentata della capitale, la Makka al-Mukarama.

Nella rivendicazione al-Shabaab dichiara di aver ucciso anche soldati e agenti dei servizi segreti. Le autorità sostengono che la maggior parte delle vittime sono civili.

L’attacco arriva in un contesto di instabilità politica in Somalia, con una lotta di potere tra il presidente dell’Assemblea e il primo ministro. “Ciascuna parte ha mobilitato i sui eletti per estromettere l’altro. Questa tensione politica si è diffusa attraverso l’apparato di sicurezza “, afferma Rashid Abdi dell’International Crisis Group, sentito da Radio France Internationale. La tensione è aumentata al punto che i soldati sono stati dispiegati in parlamento.

Una crisi che preoccupa in quanto alimentata da quella del Golfo con, da un lato, gli Emirati che danno segnali di sostegno al presidente dell’Assemblea, e dall’altro il Qatar, più incline a supportare il primo ministro. Secondo Abdi, “tutto questo distoglie l’attenzione delle forze di sicurezza e facilita gli attacchi terroristici”. (RFI)

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