Africa-Cina / 7° Forum economico
Il Forum che si conclude oggi conferma la strategia cinese: rafforzare il proprio ruolo economico nel continente ed essere punto di riferimento dei leader africani. Intanto continua a raccontare la storiella che gli investimenti economici non sono politica.

La Cina promette investimenti per 60 miliardi in Africa. Lo fa nel corso del forum Africa-Cina che si chiude oggi a Pechino: presenti 54 delegazioni africane, dirigenti dell’Onu e dell’Unione africana (Ua) e 26 organizzazioni africane e internazionali. Gli interessi economici e diplomatici cinesi in Africa sono enormi. Pechino è molto più che un partner economico. E tanti capi di stato presenti a Pechino danno un colore più politico alle relazioni sino-africane.

Dunque il governo cinese prosegue e rafforza una traiettoria che è ben chiara da qualche lustro, quella di continuare a investire massicciamente in Africa, in particolare nel quadro delle nuove “vie della seta”, il grande progetto diplomatico-economico.

Il presidente Xi Jinping ha voluto di nuovo ribadire il criterio che informa le azioni del gigante asiatico: «Gli investimenti cinesi in Africa sono dati senza alcuna condizione politica. La Cina non mette il naso negli affari interni dell’Africa e non impone la sua volontà». Ha promesso anche che il debito verso la Cina dei paesi meno avanzati d’Africa potrebbe essere in parte annullato.

Seconda potenza economica del mondo, la Cina è spesso l’ultimo sostegno dei poteri autocratici d’Africa. Fino alla sua caduta, Robert Mugabe dello Zimbabwe ha sempre contato su Pechino.

In margine al vertice, Paul Kagame, il presidente rwandese e presidente di turno dell’Ua ha criticato i paesi occidentali per il fatto che denunciano i rischi degli investimenti cinesi, senza però accrescere la loro cooperazione…

 

Gibuti base militare

Se Pechino rigetta l’accusa di neocolonialismo, bisogna riconoscere che una potenza in crescita come la Cina non può non proteggere i propri interessi all’estero. Ecco quindi politica ed economia strettamente legate: non a caso, la Cina vende sempre più armi ai paesi africani. Lo scorso luglio, la Cina ha invitato i vertici militari di numerosi paesi africani a un forum sulla sicurezza e la difesa. E la prima base militare cinese all’estero è stata inaugurata l’anno scorso a Gibuti, uno dei paesi africani più indebitati con la Cina.

Eh sì, i paesi africani sono ben felici degli investimenti cinesi in infrastrutture e altro. Ma non cessano le critiche sui rischi di una dipendenza economica dalla Cina. Che comunque compera oro, cotone, cacao, caffè… un flusso da molti ritenuto positivo.

Il forum di Pechino ha come tema “Comunità di destino e partenariato mutualmente vantaggioso”. In realtà è la consacrazione della Cina come primo partner commerciale dell’Africa e uno degli investitori più dinamici. Sono più di 10mila le imprese cinesi che operano in Africa. Solo nel settore delle infrastrutture è cinese il 50% delle imprese. La Cina non è comunque concentrata esclusivamente, come spesso si sente ripetere, nell’acquisto di materie prime, ma si muove a tutto campo, dall’alta tecnologia al manifatturiero di base.

Ma quella con l’Africa è spesso ritenuta una relazione squilibrata e generatrice di effetti perversi. Il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale si preoccupano del fatto che i prestiti cinesi aumentino il debito africano, raddoppiato in cinque anni e detenuto da Pechino per il 14%.

Di certo questi prestiti non sono gratuiti e prima o poi anche la Cina presenterà la fattura.