Il processo elettorale in corso in Nigeria rappresenta una tappa fondamentale per il più popoloso paese africano. Dopo 30 anni di regime militare, e dopo i due mandati di Olusegun Obasanjo datati 1999 e 2003, con queste elezioni potrebbe verificarsi, per la prima volta in Nigeria, l’alternanza politica. La Costituzione prevede che il candidato uscente, Obasanjo, non possa ricandidarsi per la terza volta.
 
Le date in cui i cittadini nigeriani saranno chiamati alle urne sono due: il 14 aprile le elezioni amministrative per eleggere i governatori degli stati locali, il 21 le politiche e le presidenziali. Nonostante la prossimità di tali scadenze, nel paese vi sono ancora incertezze. Anzi, le incertezze sembrano aumentare man mano che la data si avvicina.
 
I problemi che la nazione si trova ad affrontare in questa delicata quanto importante fase della sua storia sono molti. Alle rivendicazioni dei guerriglieri del Dlta del Niger si aggiungono i violenti scontri tra i sostenitori delle principali forze politiche, che in tutto il paese hanno già causato morti e feriti.
 
I nomi in corsa per le presidenziali sono molti, pochi invece i candidati che possono veramente ambire a diventare capi di stato.  Tuttavia a causa di intoppi giudiziari e logistici, ancora non si conoscono con esattezza i nomi di tutti i candidati: con tutta probabilità i cittadini nigeriani avranno la possibilità di leggere la lista completa solo ai seggi.
16/04 – Amministrative: un voto che costa 40 morti

L’esito della prima tornata elettorale in Nigeria lascia perplessi. Non tanto per i risultati, che vedono il PDP di Obasanjo vincitore, quanto per i disagi alle stazioni di voto e la violenza che è seguita alla pubblicazione dei primi risultati e alle prime accuse di frode. Per la Commissione elettorale, però, nel complesso è stato un successo.

17/04 – Reazioni dopo i primi risultati
I risultati ufficiali descrivono una larghissima vittoria del PDP, che avrebbe ottenuto la maggioranza in 26 stati federali, sui 32 finora scrutinati. ANPP vince in 4 stati, una poltrona a testa per AC e PPA. Annullato il voto nelle regioni dell’Imo e dell’Enugu. Disordini in tutto il paese, critiche dall’opposizione che non accetta il verdetto, così come dalla comunità internazionale. Nel frattempo la Corte Suprema riammette Abubakar alla corsa per la presidenza.

23/04 – Politiche: non è ancora democrazia

Mentre la commissione elettorale nigeriana sembra sicura della validità delle elezioni presidenziali e politiche di sabato scorso, gli osservatori e l’opposizione lamentano pecche, ritardi, malfunzionamenti e tentativi di broglio. Rifiutando un verdetto che, seppur non definitivo, vedrebbe vincitore Yar’Dua, il successore di Obasanjo. Si apre l’ipotesi di una ripetizione del voto.


Intervista a Vittorio Agnoletto, a capo degli osservatori europei in Nigeria

24/04 – Risultati e reazioni

Come da pronostico, Umaru Yar’Adua ottiene la maggioranza dei voti, distanziando di un abisso il secondo classificato, Buhari. Ecco le reazioni dei principali attori politici, nazionali ed internazionali, di queste elezioni.
Passati alcuni giorni dal verdetto della commissione elettorale, continuano le critiche ma arrivano anche i riconoscimenti, tra cui quello del presidente sudafricano Mbeki. Nonostante ciò il clima politico interno è lungi dall’essere riappacificato, come vorrebbe il neo-eletto presidente: sono infatti previste manifestazioni per il primo maggio. Al coro dei dissensi, si unisce la voce della Chiesa Cattolica nigeriana.