Hong Kong / Sesto WTO
Dal 13 al 18 dicembre Hong Kong ospita la Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Tra proteste e aspettative l’Africa sarà protagonista di questo sesto WTO.

 

La Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), si svolgerà ad  Hong Kong dal 13 al 18 dicembre e Nigrizia la seguirà con aggiornamenti direttamente dalla sede della Conferenza grazie a Luca Manes di Tradewatch, Osservatorio sull’economia globale e il commercio mondiale.

 

E in questi giorni, in attesa dell’inizio delle sessioni, il clima è teso sia per i temi in agenda sia per le prime forme di protesta che si sono svolte per le strade della città.

 

 

Questo è il sesto incontro del WTO.

 

 

I precedenti sono stati: Cancun settembre 2003, Doha novembre 2001, Seattle dicembre 1999, Ginevra maggio 1998 e Singapore dicembre 1996.

 

 

Secondo gli attivisti di Tradewatch questo WTO può essere l’ultima opportunità per il Doha Round – ovvero il Round dello sviluppo iniziato a Doha nel 2001 – sui negoziati del commercio per produrre un accordo che possa aiutare i milioni di poveri nel mondo e per aiutare a promuovere lo sviluppo del sud del mondo.

 

 

 

I temi in discussione a Hong Kong sono:

 

         AGRICOLTURA (AoA)

         SERVIZI (GATS)

         PRODOTTI INDUSTRIALI (NAMA)

         BREVETTI (TRIPS)

 

 

 

 

 

In diretta da Hong Kong: la corrispondenza di Luca Manes per Nigrizia

Prima Giornata: inaugurazione tra le proteste

Seconda Giornata : la voce dell’Africa

Terza Giornata: fronte comune africano

Quarta Giornata: il sud del mondo si compatta

Conclusioni: la dichiarazione finale

 

 

 

 

 

 

Ma come l’Africa si è preparata a questo sesto WTO?

 

Il 24 novembre scorso ad Arusha in Tanzania i ministri del commercio africani hanno siglato una dichiarazione chiamata Arusha Development benchmarks in cui hanno riportato i loro punti di vista su alcune questioni chiave che saranno discusse a Hong Kong. Tra queste: i sussidi agricoli, le tariffe dei prodotti industriali – che devono essere commisurate con lo sviluppo del continente -, i servizi – con particolare attenzione verso i metodi e le regole della liberalizzazione -.

 

 

 

Per le nazioni africane, il successo di questo WTO si vedrà dal raggiungimento di alcuni obiettivi tra i quali:

 

 

         il diritto supremo di usare le tariffe industriali e altri strumenti per raggiungere i propri obiettivi di sviluppo, specialmente per promuovere l’industrializzazione e il mercato del lavoro;

         l’accesso non reciproco al mercato e la liberalizzazione del commercio determinano l’asimmetria tra le nazioni africane e quelle industrializzate nel sistema mondiale del commercio;

         il diritto di proteggere il proprio settore agricolo e di usare altri strumenti politici per aumentare il benessere dei propri cittadini, in particolare il diritto al cibo;

         indicare una scadenza sicura e un programma preciso per l’eliminazione dei sussidi agricoli con meccanismi di verifica trasparenti e verificabili;

         opposizione all’imposizione della liberalizzazione dei servizi e il diritto di regolare i servizi e liberalizzarli in linea con le priorità di sviluppo specifiche;

         la massima flessibilità nell’identificare i prodotti speciali (SP);

         trasparenza nei processi di negoziazione.

 

 

 

 

 

I contadini cosa dicono?

 

Il punto di vista dei contadini africani è stato affidato a ROPPA, la Rete delle Organizzazioni Agricole e dei Produttori dell’Africa Occidentale, la più grande del continente africano, che vanta un numero di circa 35 milioni di contadini membri in dieci diversi paesi.

In occasione del WTO Roppa ha redatto undocumento con cui intende porre sul tavolo delle negoziazioni alcune questioni di fondamentale importanza per la futura esistenza dell’agricoltura africana. 

 

 

 

 

 

Campagna Onu: No Excuse

 

L’Onu ha lanciato la Campagna del Millennio No Excuse e monitorerà i lavori del WTO di Hong Kong. La Campagna si basa su obiettivi specifici e dichiara che per raggiungere gli Obiettivi del Millennio entro il 2015, i Paesi ricchi devono effettuare dei passi concreti verso obiettivi e scadenze specifiche:

 

 

Aiuti: maggiori e più efficaci

– quantità: destinare lo 0,7% del prodotto interno lordo (come è stato promesso) entro il 2010

– qualità: indirizzare gli aiuti al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2007

– aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo destinato ai Paesi Meno Avanzati (specialmente all’Africa Sub-sahariana) entro il 2007
– eliminare i vincoli che obbligano i Paesi beneficiari dell’aiuto pubblico all’acquisto di beni e servizi dei Paesi donatori entro il 2007
– semplificare ed armonizzare le complesse procedure amministrative di erogazione dell’aiuto pubblico che sovraccaricano le istituzioni dei paesi poveri, come concordato nella Dichiarazione sull’Armonizzazione di Roma.


Riduzione del debito: più rapida e più profonda

– assicurare una maggiore e più rapida riduzione del debito per i paesi poveri fortemente indebitati entro il 2005.

 

 

Commercio: maggiori opportunità e regole più eque

– eliminare i sussidi alle esportazioni agricole (sussidi che provocano forti distorsioni dei prezzi sul mercato mondiale, diminuiscono la competitività dei produttoti agricoli dei paesi poveri e distruggono le comunita’ agricole locali) entro il 2010,
– ridurre i dazi doganali e le quote di importazione (fissando come limite massimo il 5%) sui prodotti agricoli, tessili e sull’abbigliamento entro il 2007 per assicurare ai produttori dei paesi in via di sviluppo l’accesso ai mercati dei paesi ricchi


Tecnologie: Condividere i frutti della conoscenza globale

– assicurare il trasferimento delle tecnologie dai paesi ricchi ai paesi poveri entro il 2006 (riformando l’accordo T.R.I.P.S* dell’Organizzazione Mondiale del Commercio per questo scopo)

 

 

 

 

 

Per approfondimenti:

Sito del WTO

Tradewatch

EuropAfrica