Il 19 e 20 settembre a Roma con Spin Time - Nigrizia
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La resistenza per strada delle 400 persone sgomberate il 29 luglio con il pretesto di un incendio
Il 19 e 20 settembre a Roma con Spin Time
Mentre continua la trattativa del Comune per l’acquisizione dell’immobile, l’appuntamento è con un corteo che andrà da Spin Time alla sede della società proprietaria, Investire Sgr, e il giorno dopo con un’assemblea pubblica fuori dal palazzo, dove si mantiene un presidio permanente
25 Agosto 2026
Articolo di Jessica Cugini
Tempo di lettura 5 minuti

Un’estate di resistenza per strada. Un’estate in cui Spin Time ha mostrato, nonostante fosse agosto e le temperature fossero da collasso, che “Roma è tutta qua”. Come da dicembre scorso recita lo slogan che ha portato una parte di città a iniziare a opporsi alla minaccia di sgombero del palazzo ex Inpdap dell’Esquilino, occupato dal 2013, in cui abitano 400 persone di 27 nazionalità diverse.

Uno sgombero che di fatto c’è stato il 29 luglio, lo dimostrano le immagini diffuse dallo stesso Spin Time, in cui si vedono forze dell’ordine e vigili del fuoco sfondare le porte, in maniera del tutto ingiustificata.

Lo dimostra l’impossibilità di rientrare in un edificio di dieci piani, messo sotto sequestro giudiziario, anche se di fatto non danneggiato, perché l’incendio era circoscritto a un locale tecnico e già domato dalle stesse persone che occupavano il palazzo.

Dalla data dell’incendio al 24 agosto, in via Santa Croce in Gerusalemme, per 26 giorni, è stato un continuo brulicare di persone e personalità politiche, artiste e artisti del mondo del cinema, musica, teatro, editoria; un susseguirsi di iniziative in cui l’operare resistente, tra le tende e i gazebo, ha visto un presidio costante che ha garantito vicinanza e organizzazione alle 400 persone del palazzo, continuamente accompagnate da laboratori per bambine e bambini, spazi politici di confronto, concerti e proiezioni di film. Oltre a una mensa e un presidio sanitario.

Una presenza permanente che non ha conosciuto sosta e che è continuata fino a quando anche l’ultima persona occupante non ha trovato alloggio, possibilità ottenuta tramite il Comune di Roma che, con sindaco e assessori, ha partecipato al presidio.

Il Campidoglio

Ed è proprio in Comune che, la mattina del 24 agosto, una delegazione di Spin Time è stata ricevuta per continuare a trattare, chiamando poi l’assemblea pubblica alle 18, per condividere come prosegue il cammino che porterà al corteo e all’assemblea pubblica del 19 e 20 settembre.

La delegazione, fino a questa data, ha chiesto di poter continuare ad occupare la strada davanti a quel palazzo su cui si vogliono tenere puntati gli occhi e il cuore, mentre si lavora per l’acquisto.

La richiesta di Spin Time è allestire sette gazebo sulle strisce blu davanti all’edificio nei giorni feriali, per poter proseguire il lavoro dello sportello di tutela legale, l’assistenza alle persone migranti, l’attività sindacale con la Cgil, quella della redazione di Scomodo, la scuola di italiano per le bambine e bambini, che a breve devono tornare a scuola, i laboratori culturali e gli incontri di cui gode non solo la gente del palazzo.

Ma non ci si ferma agli stalli, la delegazione chiede anche di poter proseguire a occupare tutta la strada nel fine settimana, per riprendere anche le altre attività che da 13 anni sono l’anima di questo che non è più un esperimento sociale, ma una realtà di occupazione che genera un valore documentato da uno studio universitario.

Tavolo permanente

Nel dialogo con il Comune, che continua oramai da anni e che si è inevitabilmente infittito all’indomani della doppia emergenza abitativa post sgombero, il tavolo di discussione vuole diventare permanente, a partire dal 2 settembre, data del prossimo incontro tra la delegazione e il Campidoglio.

Perché se è vero che le persone hanno trovato un alloggio, questo ad oggi è temporaneo, e spesso distante da tutte le attività e dalle scuole che bambine e bambini frequentano nel quartiere.

Tra le persone occupanti poi, ci sono famiglie che hanno diritto a essere beneficiarie di alloggi di edilizia residenziale e pubblica, fosse solo perché da anni fanno parte delle graduatorie e non solo perché la casa è un diritto.

La trattativa d’acquisto

Il Comune intanto prosegue la sua trattativa con Investire Sgr, proprietaria del palazzo, che il 6 agosto ha rigettato la proposta di compravendita che prevedeva un “accordo ponte” per permettere il rientro di 120 persone, in modo da tamponare la crisi abitativa che si era trasferita per strada, e alleviare le giornate che famiglie intere hanno passato tra asfalto e temperature elevate, in tenda davanti al palazzo per oltre venti giorni.

L’offerta, rifiutata perché ritenuta insufficiente, ha visto la proprietà chiedere che, per proseguire la trattativa, il palazzo venisse liberato dagli averi delle persone. Non solo sgombero dunque, ma un ripulisti di quella storia che ha occupato l’edificio non solo di persone, ma di attività volte al quartiere.

Una pulizia di quella realtà che è stata capace di creare comunità abitante nel palazzo e tra le persone fuori, di dar vita a una mutualità di azione che ha permesso di intraprendere percorsi di cura, di continuità scolastica, di accompagnamenti lavorativi, di regolarizzazione di documenti, di richieste di diritti e di presa in carico di vite.

L’orizzonte incerto di quelle che inevitabilmente sono a oggi soluzioni emergenziali, che non solo non possono durare in eterno, ma sottraggono alle famiglie e alle persone tutte un welfare di relazioni e sostegno, ha necessità di schiarirsi in una prospettiva di diritto.

Per questo l’appuntamento è a Roma con un corteo che andrà da Spin Time alla sede di Investire Sgr, il 19 settembre, e con l’assemblea pubblica nazionale fuori dal palazzo il 20.

Roma, e non solo, sarà tutta qua, perché il tempo di Spin Time è più che mai ora che si tratta del suo futuro. Un tempo che necessita di essere sostenuto.

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