Il rapporto 2009 della situazione della stampa nel mondo. Il nostro focus sull’Africa
Secondo l’analisi di Freedom House, l’organizzazione Usa che valuta 195 paesi, il Ghana è il meglio e la Libia il peggio che si può trovare in Africa quanto ad informazione.

Sono sette i paesi africani dove la stampa è libera. Il Ghana è quello che fornisce maggiori garanzie di libertà all’informazione. Seguito, nell’ordine, da Mali, Maurizio, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Namibia e Sudafrica. In tutti gli altri paesi del continente l’informazione è o parzialmente libera o non libera.

È ciò che emerge dal rapporto 2009 di Freedom House, l’organizzazione statunitense che dal 1980 valuta la liberà di stampa di 195 paesi. Freedom House, avvalendosi di esperti, prende in considerazione tre ambiti: quello giuridico (garanzie giuridiche e costituzionali per la libertà di espressione, leggi e regolamenti), quello politico (in che misura il potere esercita forme di controllo sui media), quello economico (struttura proprietaria dei media e concentrazione delle testate). Il rapporto dà una valutazione decrescente: stampa libera (0–30), parzialmente libera (31–60), non libera (61–100).
 
Sulla base di questo punteggio, il Ghana è al 53esimo posto, il Mali al 54esimo, Maurizio al 55esimo. E ancora, Capo Verde (61), São Tomé e Príncipe (63), Namibia (67), Sudafrica (69). Subito dopo, nella classifica mondiale – ma siamo già nel territorio dei paesi con una stampa parzialmente libera – troviamo il Benin (71). L’Italia si è piazzata al 73esimo posto. Il motivo? Il rapporto ci dice che il motivo si chiama Silvio Berlusconi. E lo spiega così: la stampa da noi è parzialmente libera soprattutto a causa «della concentrazione dei media nelle mani di un solo magnate, caso unico al mondo». Ai primi posti della classifica di Freedom House si sono piazzate Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia.
 
Tornando in Africa, i paesi con un sistema dei media “parzialmente libero” sono complessivamente 17. Tra questi si segnalano, sempre muovendo dalla situazione meno grave verso quella più grave, Benin, Burkina Faso, Mozambico, Lesotho, Comore, Tanzania, Madagascar, Guinea-Bissau, Congo Brazzaville, Senegal, Uganda.
 
Se invece andiamo a considerare dove non c’è libertà di stampa e di espressione, balza all’occhio che, Egitto a parte (parzialmente libero,) sono coinvolti tutti paesi del Nord Africa e del Corno d’Africa. Il peggiore dei paesi africani è la Libia che si è piazzata al 192esimo posto, alla quale fanno buona compagnia Eritrea (191), Guinea Equatoriale (187), Zimbabwe (186), Rwanda (183), Somalia (180), Tunisia (177), Repubblica democratica del Congo (175).
 
Dei 195 paesi esaminati dal rapporto di Freedom House solo 70 (cioè il 36%) garantiscono la libertà di stampa; 61 (31%) sono “parzialmente liberi” e 64 (33%) “non liberi”.

La tabella 2009 di Freedom House.