La follia lucida
Due morti e tre feriti gravi, sono tutti cittadini senegalesi. La strage è avvenuta ieri mattina a Firenze ad opera di un estremista di destra, vicino al centro sociale Casapound di Pistoia. La comunità senegalese chiede una risposta forte, la chiusura del centro e un segnale dalla politica. Le reazioni della diaspora e l’intervista a Pap Diaw, rappresentante della comunità senegalese di Firenze

«Definirlo un folle è riduttivo», così Pap Diaw, rappresentante della comunità senegalese di Firenze, commenta la tragedia avvenuta la mattina del 13 dicembre in piazza Dalmazia e nel mercato di San Lorenzo, a Firenze, quando due cittadini senegalesi, Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni, commercianti, sono stati uccisi a sangue freddo, a colpi di pistola. L’assassino, Gianluca Casseri, 50 anni, militante di estrema destra vicino al centro sociale Casapound di Pistoia, si è suicidato subito dopo la strage.

«Non è il primo episodio in cui un cittadino senegalese perde la vita. Era un folle, sì, ma un folle razzista, e frequentava un luogo, Casapound, dove viene coltivato l’odio», dice Diaw. «Dopo la manifestazione di sabato, andremo a Pistoia a manifestare di fronte a questo centro, chiedendone la chiusura». Altre tre persone, Moustapha Dieng, 34 anni, Sougou Mor, 32 anni, e Mbenghe Cheike, 42 anni, anche loro cittadini senegalesi, sono rimasti gravemente feriti da Casseri.

«Quel che è successo ieri a Firenze non è la conseguenza di un’isolata follia, ma il prodotto della cultura dell’odio e dell’intolleranza e non a caso arriva dopo episodi sconcertanti e rivelatori come l’incendio al campo rom di Torino e le violenze palermitane contro i tamil» scrive in una nota Kossi Komla, intellettuale, scrittore e rappresentante della rete della diaspora africana, Redani.

«Questi non sono episodi isolati, ma sono il risultato di più di 20 anni di razzismo che ha permeato le istituzioni, la stampa e di conseguenza l’opinione pubblica. La questione dei migranti è diventata facile terreno di propaganda politica per la conquista di consenso sulla base della disinformazione e della demagogia» conclude Komla.
La città di Firenze si è stretta attorno alle vittime oggi proclamando il lutto cittadino, mentre sul web, i forum estremisti, acclamano già Casseri come eroe. La comunità senegalese si prepara, intato, a scendere in piazza, nuovamente.

(In audio l’intervista a Pap Diaw, rappresentante della comunità senegalese di Firenze)