Rapporto PwC
Negozi e supermercati dei dieci paesi dell’Africa subsahariana che già oggi hanno le economie meglio funzionanti possono investire sullo sviluppo della loro attività. Lo sostengono gli analisti di PricewaterhouseCoopers, valutando alcuni parametri economici.

Il settore della vendita al dettaglio e i beni di largo consumo hanno buone prospettive di crescita a lungo termine in Africa subsahariana, nonostante la congiuntura economica globale che ha provocato un brusco aumento dei prezzi.

Lo spiegano gli analisti di PricewaterhouseCoopers (PwC), una delle quattro maggiori società internazionali di revisione, che nel suo ultimo report “So much in store” compie un’ampia e dettagliata disamina sulle potenzialità di crescita di dieci paesi subsahariani: Nigeria, Ghana, Kenya, Angola, Costa d’Avorio, Camerun, Sudafrica, Tanzania, Etiopia e Zambia.

Nelle 106 pagine dello studio, PwC evidenzia come la pressione sulle valute dei mercati emergenti, insieme al calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime, abbia prodotto una flessione delle entrate nei bilanci dei vari governi, influenzando in negativo la capacità di aumentare la spesa sociale e i salari nel settore pubblico.

Ciononostante, ci sono buone opportunità per chi intenda investire in Africa grazie a specifiche tendenze che incideranno in maniera tangibile sulle future prospettive di sviluppo delle industrie regionali che operano nel settore della vendita al dettaglio e dei beni di consumo.

Tra queste tendenze, la crescita della classe media, la rapida urbanizzazione, l’incremento del livello medio di reddito pro capite, l’aumento della produzione locale di merci, l’espansione verso altri mercati, la crescita del commercio al minuto e l’ottimizzazione della catena di fornitura e di distribuzione dei beni di largo consumo.

In Africa vivono oggi oltre un miliardo di persone e nei prossimi decenni assisteremo a una vera esplosione della popolazione, soprattutto per quella in età lavorativa. E questo trend sta generando una sorta di dividendo demografico, originato dal fatto che in economia la forza lavoro che cresce più rapidamente della popolazione determina un incremento delle risorse disponibili per gli investimenti nello sviluppo dei mercati.

Gli analisti di PwC rilevano pure come l’evoluzione dello stile di vita e le maggiori aspirazioni siano i principali fattori che influenzano il comportamento d’acquisto dei consumatori nei paesi esaminati.

Per esempio, in Camerun il crescente numero di donne presente nel mercato del lavoro sta incrementando la domanda di prodotti alimentari di facile preparazione. Inoltre, la rapida diffusione di internet e la maggiore possibilità di viaggiare stanno rendendo gli africani sempre più vincolati alle tendenze globali e maggiormente orientati verso i grandi marchi.

Il rapporto cita anche il risultato di un’indagine di mercato condotta dalla Melcom, grande catena ghaneana di supermercati, nella quale è rilevato che la convenienza economica non è più l’unico fattore a influenzare gli acquisti, in quanto i consumatori dedicano maggiore attenzione alle marche e alla confezione dei prodotti in vendita.

Infine, gli esperti di PwC rilevano che per sfruttare al meglio le grandi potenzialità dei mercati africani è necessario capirne i rischi e l’evoluzione in corso nelle regioni chiave.

Un supermarket di Lusaka (Zambia).