Zambia / Politica
Il voto del prossimo gennaio per scegliere chi sarà il successore di Sata sta già creando malumori e divisioni che coinvolgono i suoi collaboratori più stretti, spesso alimentate e "orchestrate" dagli stessi familiari del defunto presidente.

La corsa per la presidenza dello Zambia sembra essere diventata un affare di famiglia. Il voto, per scegliere il successore del defunto presidente Michael Sata, è previsto per il 20 gennaio. Ma malumori e divisioni stanno animando di già la campagna elettorale.

C’è almeno un nome a sorpresa tra i nuovi candidati alla guida del partito di governo Patriotic Front (Pf) e, in prospettiva, alla presidenza dello Zambia: è quello della vedova Sata, Christine Kaseba, che sostiene di essere stata spinta a questa scelta dalle «divisioni interne al partito» diventate evidenti dopo la morte del marito. «Dopo la morte di mio marito – ha detto la vedova – è con profonda tristezza che vedo i drammi che colpiscono il partito e ingigantiscono le divisioni. È urgente ricomporre le differenze e consolidare i risultati ottenuti dal defunto presidente».

Una “prima donna” senza alcuna esperienza politica e forse anche poca conoscenza degli umori della propria gente, visto che gli zambiani vedono di malocchio tutta «questa agitazione da parte di una donna ancora nel periodo di lutto». L’appello all’unità lanciato dalla vedova Sata, che sostiene di voler «portare a termine» l’opera del marito, sta sortendo l’effetto contrario, non solo nel partito, ma soprattutto all’interno della famiglia stessa. Una donna che si sta dimostrando “divisiva”.

Uno dei figli di Sata, Mulenga, attuale sindaco di Lusaka, è in corsa per raggiungere il vertice del partito per diventarne il candidato presidenziale alle elezioni del 20 gennaio. La stessa ambizione anima una nipote dell’ex leader dello Zambia, Miles Samoa. Mulenga, 49 anni, non è figlio di Christine Kaseba, che Sata aveva sposato in seconde nozze. Tra gli altri aspiranti alla nomination spicca il nome di Edgar Lungu, ministro della Difesa e segretario generale del Pf. Lungu era stato nominato “presidente facente funzioni” da Sata, quando l’anziano leader aveva lasciato il paese per essere ricoverato a Londra, dove poi è morto. È considerato, tra l’altro, uno dei favoriti per la corsa presidenziale, ma il suo nome non convince l’attuale presidente ad interim, e già vice presidente, Guy Scott.

Secondo il portale Zambia Reports, Scott, che non sarebbe candidabile, contrasterebbe la candidatura di Lungu per spianare la strada alla nipote di Sata, Miles Sampa.

La vicenda delle presidenziali in Zambia non è solo un “affare di famiglia”, le divisioni si riverberano all’interno dello stesso partito a colpi di espulsioni. Il Patriotic Front ha infatti espulso proprio il presidente ad interim Scott, che ha reagito cacciando dal Pf sedici componenti del comitato centrale, proprio quelli rei di aver votato contro di lui. Affiancato dal nuovo segretario generale del partito, Bridget Attanga, che ha preso il posto di Lungu, Scott ha definito «illegale» l’ultima riunione del comitato centrale, motivando il gesto con la scusa che non era lui a presiederla. Dal canto suo il comitato centrale, attraverso una nota stampa, pur dicendosi «scioccato dalla notizia», ha espresso la volontà di «porgere un ramoscello d’ulivo» al presidente provvisorio, proprio in vista della successione a Sata.

La battaglia per la successione del defunto presidente, dunque, non risparmia colpi e non fa passare un giorno o settimana senza che si presenti un nuovo candidato. In Zambia si contano più di 30 partiti politici, ma la maggior parte di questi non esistono se non sulla carta. Sembra proprio che il caos regni nei palazzi del potere e nelle ville di famiglia a Lusaka.

Nella foto in alto il defunto presidente zambiano Michael Sata e l’ormai ex First lady Christine Kaseba durante un meeting a Lusaka. (Fonte: nehandaradio.com)