Sud Sudan / Petrolio

Il colosso russo Gazprom Neft ha firmato un memorandum d’intesa con il governo di Juba per esplorare quattro blocchi petroliferi. Lo ha annunciato ieri il ministro del Petrolio, Ezekiel Lol Gatkuoth, aggiungendo che l’obbiettivo del governo è riportare la produzione a 350mila barili al giorno, il livello raggiunto nel 2011, quando il paese ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan e prima che scivolasse nel conflitto civile, due anni dopo.

Il Sud Sudan ha la terza maggiore riserva di petrolio nell’Africa sub-sahariana, ma la maggior parte delle sue strutture petrolifere sono state distrutte durante la guerra civile. Alcuni dei giacimenti hanno recentemente riavviato la produzione, ma il ritorno alla piena capacità produttiva richiederà tempo e aiuti esterni.

Attualmente, ha aggiunto il ministro, la produzione è salita a 135mila barili al giorno, il 40% dei quali va a coprire i costi operativi. A Juba restano 81mila barili, il 20% dei quali è destinato ai partners: China National Petroleum Corporation (CNPC), Malesia Petronas e India Oil and Natural Gas Corporation (ONGC Videsh).
Il restante profitto, infine, deve essere condiviso con il governo del Sudan, dal momento che il Sud Sudan deve utilizzare le sue infrastrutture per elaborare e trasportare il petrolio. (The East African / Al Jazeera)