Sud Sudan / Conflitti

In una conferenza stampa tenutasi lunedì scorso nella capitale del Sud Sudan, Juba, Alain Noudehou, coordinatore dell’intervento umanitario dell’Onu nel paese, ha dichiarato che quest’anno sarà il più duro, per quanto riguarda la carenza di cibo, e non solo. La conferenza è stata convocata da un gruppo di lavoro sulla sicurezza alimentare in cui, accanto ai rappresentanti dell’Onu e delle ong operanti nel paese, si trovano anche i funzionari governativi competenti nel settore.

Secondo i dati fatti circolare nella riunione, due terzi dei sud sudanesi avranno bisogno di aiuti alimentari, mentre 5,3 milioni di persone, il 48% della popolazione, sono già ora ai livelli ‘crisi’ ed ‘emergenza’, ad un passo dal livello ‘catastrofe’, che è quello in cui una percentuale della popolazione muore di fame e l’Onu dichiara ufficialmente lo stato di ‘carestia’. Questo livello era già stato raggiunto l’anno scorso in febbraio in due distretti dello stato di Unity, isolati a causa della guerra civile. Solo il massiccio e coordinato intervento delle organizzazioni internazionali operanti nel paese aveva potuto evitare che la fame si diffondesse ad altre zone. Quest’anno la situazione si presenta ancora peggiore, dal momento che il protrarsi del conflitto ha continuato ad impoverire la già immiserita popolazione. 

Secondo dati dell’Organizzazione Onu per il coordinamento degli interventi umanitari (OCHA), 4 milioni e mezzo di sud sudanesi sono profughi (1,9 milioni sfollati e 2,4 milioni rifugiati nei paesi confinanti). Si tratta della crisi umanitaria più grave in Africa dopo quella del 1994 in Rwanda e, ad oggi, è stato ricevuto solo il 3,8% dei fondi richiesti da OCHA per far fronte alla disastrosa situazione del paese nel corso di quest’anno. (Reuters / Reliefweb)

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati