Sud Sudan /Economia

Secondo fonti del governo sud sudanese, l’inflazione nel paese ha raggiunto il 661,3% su base annua. Secondo dati dell’ufficio competente, il National Bureau of Statistics, il picco di inflazione è dovuto essenzialmente all’aumento del prezzo dei generi alimentari e delle bevande non alcoliche. Solo nel corso dell’ultimo mese i prezzi dei beni essenziali sarebbero aumentati dell’80% confronto al mese precedente.

Mentre il tasso di inflazione è andato alle stelle, il valore della sterlina sud sudanese (Ssp), la valuta locale, è precipitato a partire dallo scorso dicembre, quando il governo ha deciso di svalutarla e di rendere fluttuante il suo cambio sul dollaro. Prima del provvedimento, un dollaro valeva 3 Ssp al cambio ufficiale (attorno ai 17 sul mercato libero). Lunedì scorso un dollaro valeva 65 Ssp al mercato libero. La valuta forte scarseggia drammaticamente nelle riserve della banca centrale, che non è in grado di fornirla alle banche commerciali, che perciò non sono più in grado di rispondere alle richieste dei clienti.

Nei giorni scorsi il nuovo ministro delle Finanze, Stephen Dhieu, ha anche disposto la sospensione dei pagamenti per beni e servizi da parte di tutte le istituzioni governative, fino a quando non sarà approntato e approvato il nuovo bilancio. Questo provvedimento mirerebbe non solo a contenere le spese, ma anche a dare un taglio alla gestione corrotta dei fondi governativi. Dalle dichiarazioni ufficiali si intuisce che molti privati sarebbero stati pagati, o erano pronti a ricevere pagamenti, a fronte di lavori mai fatti e servizi mai resi. I dipendenti governativi, compresi militari e forze dell’ordine, non ricevono, invece, lo stipendio da alcuni mesi. (Radio Tamazuj / Sudan Tribune)

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