Sud Sudan

In queste settimane in Sud Sudan si susseguono sanguinose razzie di bestiame. Nell’ultima, nello stato di Tonj, regione dei Laghi, ci sono stati almeno 105 morti e 47 feriti, secondo le dichiarazioni del locale ministro dell’Informazione, James Ayiek Bath. I giovani razziatori provenivano da stati vicini. Hanno attaccato gli allevatori di bestiame di Tonj in tre diverse località, mentre stavano facendo pascolare le mandrie. Sono poi ritornati ai propri villaggi con almeno 2.300 capi di bestiame.

In una razzia avvenuta pochi giorni prima nella regione di Unity, in zone adiacenti allo stato di Tonj, c’erano stati almeno 28 morti. In quel caso gli accusati erano i giovani di Tonj.

L’ultima sanguinosa scorribanda potrebbe essere dunque una ritorsione, come d’altra parte è costume tra gli allevatori di varie etnie del Sud Sudan. Spesso questi episodi, che si configurano come vere e proprie guerre locali tra diverse etnie o addirittura diversi clan dello stesso gruppo etnico, danno origine ad instabilità gravi, non raramente sfruttate da politici locali per portare il conflitto a livello nazionale.

I cicli di razzie di queste ultime settimane sono particolarmente frequenti e gravi a causa del generale impoverimento del paese dovuto alla guerra civile, durata poco meno di 5 anni. Le razzie servono tradizionalmente ai giovani per procurarsi i capi di bestiame necessari per pagare la dote alla famiglia della ragazza prescelta come sposa. Un esercizio tanto più necessario ora che il bestiame è diventato scarso. (Radio Tamazuj)