Sud Sudan / Petrolio

Il parlamento di Juba ha discusso nei giorni scorsi il rapporto della Commissione parlamentare per l’energia, in cui si parla di un grave inquinamento ambientale nelle vicinanze dell’unico campo petrolifero ancora in funzione nel paese, quello di Paloich, nello stato del Nilo Superiore.

I commissari avrebbero visto una cinquantina di container in due diverse località, contenenti sostanze chimiche scadute, tra cui clorite di potassio. Nei siti ci sarebbero anche scatoloni e sacchi esposti agli agenti atmosferici, depositati a pochi chilometri da alcuni centri abitati. Gli abitanti avrebbero espresso timori per la propria salute.

Il rapporto, con le gravissime accuse, è stato presentato al parlamento dal capo della commissione, James Lual Deng Kuel.  Nella stessa audizione, la parlamentare Susana Peter Machar ha affermato di aver visto con i propri occhi 14 container arrivare dal Sudan, attraversando il vicino confine.

La DAR Petroleum Operating Company (DPOC), consorzio di compagnie petrolifere operanti nella zona, è stata informata che le autorità sud sudanesi potrebbero chiudere il campo petrolifero ed interrompere l’estrazione del greggio se la situazione non sarà affrontata positivamente. Del consorzio fanno parte due compagnie cinesi, China’s Sinopec e CNCP, la malese Petronas, la sud sudanese Nilepet, e l’egiziana Tri-Ocean Energy. Nessuno dei loro responsabili si è reso disponibile a rilasciare dichiarazioni in proposito alla stampa.

E’ la prima volta che il parlamento sud sudanese si mostra attento alla questione dell’inquinamento causato dall’estrazione del petrolio, già denunciato da organizzazioni della società civile e da ong locali e internazionali, e anche da funzionari delle amministrazioni interessate. (Reuters)