Sud Sudan

Una recente ricerca di Fao e Pam (Programma alimentare mondiale) in Sud Sudan descrive una situazione alimentare drammatica. I problemi dovuti alla guerra, uniti a quelli di una stagione agricola poco favorevole e di un’economia vicina al collasso, determinano scarsità di cibo e prezzi di gran lunga troppo alti per la stragrande maggioranza della popolazione.

Quest’anno la scarsità delle piogge ha fortemente limitato la produzione dei cereali -coltura di primaria importanza nell’alimentazione del paese- causando un deficit di 381.000 tonnellate, superiore del 53% rispetto a quello dell’anno scorso. Per via della scarsità e dell’inflazione della moneta locale, il prezzo dei cereali sui mercati è di quasi cinque volte superiore rispetto a quello di un anno fa. Influisce sull’aumento dei prezzi anche la difficoltà nel trasporto a causa del conflitto. Le regioni che producono più derrate alimentari, Equatoria e Bahr el Gazal, sono di fatto isolate dal resto del paese per via dell’insicurezza delle strade.

Secondo le due agenzie sopra citate, 5.8 milioni di sud sudanesi (la metà della popolazione) non sanno quando e che cosa potranno mangiare nel prossimo pasto, mentre il 12% degli abitanti, il doppio rispetto allo scorso anno, è ormai vicina alla crisi alimentare vera e propria, cioè, secondo le classifiche dell’Onu, sull’orlo di una dichiarata carestia.

Nel rapporto di Fao e Pam, per scongiurare la carestia, si raccomandano azioni immediate attraverso politiche volte a rafforzare la produzione agricola familiare e a ridurre il gap alimentare nei prossimi mesi e per il prossimo anno. (Sudan Tribune)