Sud Sudan / Bambini soldato

Migliaia di bambini soldato si trovano ancora bloccati nei numerosi campi militari del Sud Sudan. Lo ha dichiarato ieri da Ginevra Virginia Gamba, inviata speciale dell’Onu per i bambini in zone di conflitto armato. Ha aggiunto che non sarà possibile liberarli dalla loro pericolosa condizione perché non ci sono le risorse necessarie per i programmi di riabilitazione, dal momento che, di fronte ad un bisogno enormemente aumentato, i fondi dei donatori si sono dimezzati.

Nel suo discorso la Gamba ha sottolineato che ogni giorno in più, passato in un campo militare nella foresta, significa per loro nuovi abusi. I ragazzini recentemente liberati hanno raccontato, ancora terrorizzati, di decapitazioni, mutilazioni, bruciature con plastica fusa per punire tentativi di fuga o per non aver eseguito ordini immondi, quali attaccare la propria famiglia, per impedire così ogni via di reintegro nella propria comunità.

Quest’anno, finora, sono stati liberati 900 bambini soldato e altri 1.000 hanno cominciato il processo che li libererà entro la fine dell’anno. Per tutti gli altri non c’è speranza di un intervento in un prossimo futuro, come invece sarebbe necessario.

Secondo Vittoria Gamba, il numero di violazioni dei diritti dei minori, in genere, in Sud Sudan, è di gran lunga maggiore di quello in Siria ed Afghanistan. Secondo il suo rapporto, i 4/5 degli abusi sono stati compiuti dall’esercito governativo, ma tutti i gruppi di opposizione armata sono coinvolti in questo turpe esercizio. (Reuters)