Sud Sudan

Si aggrava la crisi alimentare in Sud Sudan dopo il riaccendersi della guerra civile. Migliaia di persone sono in fuga e per chi rimane la priorità è il cibo. Da quando è ripresa la guerra civile due mila bambini e ragazzi della scuola St. Kizito – a Juba -, 600 famiglie sostenute a distanza in Eastern Equatoria e 100 studenti della scuola tecnica di Bahrgel – nel Lakes – non hanno più la possibilità di mangiare regolarmente. 

L’allarme arriva dall’Avsi, che ha appena lanciato una nuova campagna per acquistare cereali, farina, olio e acqua. La onlus ha dovuto sospendere per motivi di sicurezza le attività nelle basi di Juba e nell’Eastern Equatoria, ma è al lavoro per far fronte alla crisi alimentare e garantire ai bambini del sostegno a distanza e agli studenti nelle scuole la possibilità di sfamarsi. 

Nello stato dei Lakes, dove la situazione è considerata meno pericolosa, l’obiettivo è tenere aperta la scuola almeno fino agli esami di fine quadrimestre. A Juba la scuola elementare St. Kizito, che ospita più di 2 mila bambini del quartiere di Munuki, uno dei più colpiti dalle violenze, è stata costretta a chiudere. (Fides)