I ribelli del Sud Sudan hanno respinto, lunedì, il piano di pace che prevede la restaurazione di Riek Machar come vicepresidente, sostenendo che l’accordo non riesce a scalfire il potere del presidente Salva Kiir Mayardit.

L’intesa, che era stata raggiunta attraverso trattative mediate dal presidente dell’Uganda, Yoweri Museveni, e che prevedeva un cessate-il-fuoco immediatamente violato, è stata definita inaccettabile da un funzionario del gruppo ribelle SPLM -IO di Machar.

Il portavoce del SPLM-IO, Puok Both Baluang, infatti ha criticato l’accordo sostenendo che i ribelli dovrebbero avere il diritto di nominare due dei quattro vicepresidenti previsti e che il potere di Kiir dovrebbe essere ulteriormente limitato. Non è però chiaro se Baluang stesse parlando per conto di Machar o meno.

L’accordo sul ruolo di Machar ha segnato un potenziale passo in avanti negli sforzi per porre fine alla guerra, che è stata combattuta principalmente lungo linee etniche tra i gruppi Nuer di Machar e Dinka di Kiir.

Il conflitto, scoppiato 5 anni fa, ha causato la morte di decine di migliaia di persone e ha devastato l’economia della nazione più giovane dell’Africa. (Africa News)