Sud Sudan / Denuncia ONU

L’organizzazione delle Nazioni Unite responsabile per il coordinamento degli interventi di emergenza (OCHA), ha denunciato 58 incidenti che hanno impedito il normale svolgimento delle operazioni di soccorso alla popolazione in ottobre, il secondo mese dopo la firma degli accordi di pace.

Gli incidenti sono stati di varia natura, ma tutti gravissimi: violenza contro operatori e beni delle organizzazioni umanitarie, assalti, arresti arbitrari, furti, imboscate. La maggior parte dei fatti riportati sono avvenuti nelle zone di Juba, Rubkona – nelle immediate vicinanze di Bentiu -, Yei, Pibor, Wau e Fangak. Il che significa che gran parte del paese è ancora soggetto ad episodi di violenza e abusi, come se il conflitto non fosse mai finito.

OCHA ha anche spiegato e commentato gli incidenti. “Circa un quarto (24%) sono stati impedimenti di tipo burocratico e amministrativo, il più alto numero finora registrato nel corso del 2018. Sedici incidenti (28%) sono stati molto gravi e hanno riguardato uccisioni e assalti a operatori umanitari, detenzioni prolungate di 27 persone impiegate nelle operazioni in sei diversi episodi, restrizioni di movimento e due imboscate dalle serie conseguenze nell’Equatoria Centrale”.

Nel rapporto viene sottolineata la prolungata e continua insicurezza nella zona di Baggari, nelle vicinanze di Wau, dove ancora ora è impossibile portare soccorso alla popolazione. Inoltre vi si denuncia l’imposizione di sempre nuovi balzelli da parte delle autorità locali nella regione del Nilo Superiore e nel corridoio di Sobat. Infine si dice che la situazione sul terreno impedisce di prendere i provvedimenti necessari per far fronte ad una eventuale epidemia di ebola, che potrebbe estendersi dalla Repubblica democratica del Congo alle regioni limitrofe al confine. (Radio Tamazuj)