Sud Sudan

Paul Malong Awan, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito sud sudanese, si trova ora in Kenya, ufficialmente per cure mediche.

La scorsa settimana – dopo la fine degli arresti domiciliari cui era relegato da maggio quando era stato improvvisamente sollevato dall’incarico dal presidente Salva Kiir – aveva chiesto di recarsi nella sua zona di origine, Aweil, nel Bahar el Gazal settentrionale. Ma il permesso gli era stato negato. Evidentemente il governo di Juba teme che il potentissimo generale sia ancora in grado di destabilizzare la regione, contando forse sulla milizia da lui reclutata, Mathiang Anyoor, ritenuta la maggior responsabile del massacro dei Nuer a Juba, alla metà di dicembre del 2013, che ha precipitato il paese nella guerra civile che dura ormai da quattro anni e di cui ancora non si vede una possibile soluzione.

Malong era solito recarsi in Kenya per controlli e cure mediche. In Kenya si trova anche parte della sua famiglia. Alcuni mesi fa una delle figlie era morta nell’incendio del dormitorio di un collegio dove frequentava la scuola superiore. Il governo di Juba non gli aveva dato il permesso di partecipare al suo funerale.

Malong è stato accompagnato all’aeroporto di Juba da diversi dignitari dinka, gruppo etnico di cui è un importante rappresentante, compresi i capi del Jieng Council of Erders (il consiglio degli anziani dinka). Sarebbe stato accompagnato nel viaggio aereo dall’attuale capo di stato maggiore, il generale James Ajongo Mawut, non è chiaro se per questioni di sicurezza o di protocollo.

L’allontanamento di Malong da Juba ha dissolto la tensione, salita in città la scorsa settimana, per un braccio di ferro con il presidente riguardante le guardie armate dell’ex capo di stato maggiore. Per diversi giorni unità dell’esercito, con armi pesanti, avevano circondato la sua residenza, facendo temere uno scontro armato nel centro della capitale. (Sudan Tribune)