Sud Sudan

Con un comunicato ufficiale, l’ambasciata americana in Sud Sudan ha dichiarato che l’Fbi sta supportando il procedimento legale contro i militari dell’Spla ritenuti colpevoli delle violenze avvenute l’11 luglio del 2016 nell’hotel Terrain, alla periferia di Juba.

In quell’episodio – avvenuto alla fine di una durissima battaglia in città che aveva portato alla cacciata del vicepresidente in carica, Riek Machar, e delle sue truppe – era stato ucciso a sangue freddo un giornalista sud sudanese, di etnia nuer, ed erano state violentate diverse operatrici umanitarie, parecchie straniere, che si trovavano nella struttura. Erano stati attaccati anche gli altri avventori, tra cui, in modo particolarmente umiliante e drammatico, un americano. Essendo coinvolto un cittadino statunitense, l’ambasciata aveva chiesto di partecipare alle indagini.

Nel comunicato si dice che l’assistente legale dell’Fbi stanziato presso la rappresentanza diplomatica, ha partecipato all’udienza presso la corte marziale con cui è cominciato il processo a 12 soldati ritenuti colpevoli dei gravissimi fatti.

Il processo, iniziato il 29 maggio, è stato aggiornato perché è stato nominato un nuovo pubblico ministero che ha chiesto tempo per visionare la documentazione. Riprenderà tra un paio di settimane. (Radio Tamazuj)

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