Sud Sudan / Politica

Da mercoledì della scorsa settimana Riek Machar, capo del Splm-Io (opposizione armata sud sudanese) e vice presidente legittimo del paese, si trova sotto la protezione delle autorità della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) insieme alla moglie, Angelina Teny, e a 10 leader e comandanti militari del suo movimento.

E’ sfuggito alla caccia scatenata dall’esercito governativo dopo la fuga da Juba, dove i suoi uomini erano stati in buona parte massacrati e il suo quartier generale distrutto dalle truppe fedeli al presidente Salva Kiir. Si sarebbe spostato a piedi dall’11 luglio scorso nella foresta della regione dell’Equatoria, fino a raggiungere il confine con la Rdc. Qui la locale missione di pace (Monusco) sarebbe stata informata della sua presenza e avrebbe ricevuto il via libera al suo recupero direttamente dal segretario generale dell’Onu, Ban Kii Mon.

Dalla Rdc, dove è sottoposto a cure mediche per problemi di salute dovuti alle condizioni di vita delle ultime settimane, ha dichiarato che al più presto si recherà ad Addis Abeba dove incontrerà i mediatori dei paesi dell’Igad (Autorità intergovernativa per lo sviluppo), che lo considerano ancora il vicepresidente legittimo del Sud Sudan, per discutere la situazione del paese e degli accordi di pace firmati un anno fa.

L’Igad ha chiesto a Taban Deng Gai, nominato intanto vicepresidente dal governo di Juba, di dimettersi dalla carica perché la nomina è avvenuta in modo illegittimo. Taban, ex capo mediatore per l’Splm-Io durante i negoziati di pace, ha posto diverse condizioni ad un suo eventuale passo indietro. Il portavoce del governo e ministro dell’informazione Michael Makeui Lueth ha dichiarato che a Machar sarà permesso di rientrare nel paese solo come semplice cittadino. (Sudan Tribune)

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