SUD SUDAN / Unmiss

Dopo aver ripetutamente dichiarato che non avrebbe accettato nemmeno un solo soldato in più sul suo territorio, venerdì, nel meeting dei paesi membri dell’Igad ad Addis Abeba, il governo del Sud Sudan, rappresentato dal nuovo primo vicepresidente Taban Deng Gai, ha accettato il dispiegamento della forza regionale di interposizione a Juba, sotto il diretto comando della missione di pace, Unmiss. Al punto 11 del comunicato finale si legge: “Chiede al Consiglio di sicurezza dell’Onu di estendere urgentemente la missione dell’Unmiss con un mandato rivisto, includendo il dispiegamento a Juba di una forza regionale di protezione con responsabilità distinte, sotto il diretto comando di un ufficiale che risponderà al comandante delle forze dell’Unmiss”. Numero di uomini e mandato devono ancora essere negoziati, ma gli Stati Uniti hanno proposto che il consiglio di sicurezza approvi un contingente di 4.000 uomini.

Al punto 15, invece, si parla del vicepresidente e vi si dice: “… (l’Igad) apprezza il gesto di H.E general Taban Deng Gai di dimettersi, con l’obiettivo di ritornare allo status quo ante, in linea con l’Arcss (acronimo che indica l’accordo di pace di agosto) nell’interesse della pace e della stabilità nella repubblica del Sud Sudan”.

Il governo di Juba si è affrettato ad assicurare che non si è trattato di una rinuncia alla propria sovranità nazionale, mentre il portavoce di Machar ha dichiarato che il leader dell’Splm-Io, attualmente alla macchia, è pronto a ritornare al suo posto non appena la forza di interposizione sarà dispiegata a Juba e l’attuale primo vice presidente avrà dato le dimissioni. (Sudan Tribune / Reuters)