Sud Sudan

Ieri Paul Malong Awan, ex capo di stato maggiore dell’esercito sud sudanese ed ex alleato e finanziatore del presidente Salva Kiir, ha diffuso un documento in cui presenta il suo movimento di opposizione armata, il Fronte Unito del Sud Sudan (South Sudan United Front). Tra gli obiettivi della nuova organizzazione, lavorare con altri compatrioti per costruire forti istituzioni su cui basare il governo del paese, piuttosto che affidarsi ad uomini forti, com’è avvenuto finora.

La dichiarazione continua affermando che il suo movimento lavorerà per fermare innanzitutto la carneficina in atto nel paese e poi per assicurare democrazia e sviluppo, fondamenti per la nascita del senso di appartenenza nazionale. Accusa inoltre il presidente Kiir di aver assicurato l’impunità come una delle basi su cui si fonda il suo regime.

Paul Malong è considerato da numerosi rapporti delle organizzazioni internazionali competenti come uno dei responsabili dello scatenarsi della guerra civile, avendo orchestrato, in combutta con altri importanti membri del regime – compreso il presidente -, il massacro dei Nuer a Juba, nei primi giorni del conflitto che di fatto ha innescato le azioni successive. Era stato bruscamente sollevato dall’incarico di comandante in capo dell’esercito l’anno scorso, accusato, non ufficialmente, di un tentativo di colpo di stato sventato all’ultimo momento. Era stato posto agli arresti domiciliari a Juba, da cui era stato rilasciato in novembre e mandato in esilio in Kenya. Non era stato incarcerato e accusato ufficialmente soprattutto per il suo ancor forte seguito nell’esercito e per la sua influenza sia nel Consiglio degli anziani dinka, sia nella sua regione di origine, il Bahar el Gazal. Aveva chiesto di partecipare alle trattative di pace riprese ultimamente ad Addis Abeba, ma la sua richiesta era caduta nel vuoto in quanto rappresentava solo se stesso.

Nelle scorse settimane si era recato in visita a Khartoum, dove aveva incontrato numerosi personaggi eminenti del regime sudanese. (Sudan Tribune / Redazione)