Sud Sudan / Petrolio

Il governo del Sud Sudan ha in programma di spostare le popolazioni che abitano le zone gravemente inquinate dalle operazioni di estrazione del petrolio nel nord del paese. Lo ha comunicato il Comitato parlamentare per il petrolio e le miniere (Parliamentary Committee on Petroleum and Mining) dopo una visita del suo presidente, James Lual, nelle zone petrolifere del Nilo Superiore, a seguito di proteste dei residenti e su sollecitazione di alcuni esperti.

Lual ha trovato la situazione molto grave. L’ambiente, a partire dall’acqua, è così gravemente contaminato, ha detto, che minaccia la salute della popolazione e degli animali, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza. Anche le attività produttive tipiche della zona, allevamento e agricoltura, non sono più possibili. L’inquinamento durerà a lungo e non c’è altra opzione che spostare gli abitanti.

Il ministro del Petrolio, Ezekiel Gatkuoth Lol, non si è reso disponibile per commenti.

Una ricerca molto precisa e preoccupante sul tema, Oil Power and a sign of hope, era stata pubblicata dalla ong tedesca Sign of Hope nel 2016.

Intanto cominciano le richieste di compensazioni. Ne ha parlato James Okuk, professore di scienze politiche dell’università di Juba, dicendo che è una pratica di routine nel mondo, dal momento che sono stati violati i più basilari diritti della gente. (The East African)