Sud Sudan / Spose bambine

L’organizzazione per la difesa dei bambini Plan International in Sud Sudan, denuncia la messa all’asta di una ragazzina attraverso Facebook. Il gravissimo episodio è stato definito da George Otim, direttore di Plan International in Sud Sudan, come la ripresa del mercato degli schiavi, avvalendosi delle moderne tecnologie.

La ragazzina, di appena 16 anni, è stata presentata su Facebook dal padre come possibile moglie da aggiudicare al miglior offerente. Cinque uomini se la sono contesa; alcuni di loro sarebbero funzionari governativi. Dalla messa all’asta della figlia, il padre avrebbe ricavato 500 bovini, 3 automobili e 10.000 dollari. Il matrimonio tra la sposa bambina e il suo compratore è stato celebrato il 3 novembre.

Il pagamento della dote alla famiglia della sposa è pratica tradizionale ancora vivissima in Sud Sudan, ma le modalità scelte per questa sposa bambina sono degradanti e del tutto inaccettabili, ha dichiarato George Otim, che ha anche chiesto un’indagine ufficiale sull’episodio e la sospensione dall’incarico dei funzionari governativi implicati.

George Otim ha infine garantito protezione a tutte le ragazze che dovessero trovarsi in una situazione simile e ha chiesto che venga applicata la legge del paese. All’articolo 17 della Costituzione, infatti, si dice che ogni donna e ragazza ha il diritto di dare o negare il proprio consenso al matrimonio. Lo stesso articolo dice che sono bambini tutti coloro al di sotto dei 18 anni di età e che a loro va data protezione contro ogni tipo di sfruttamento e di abuso. (Radio Tamazuj)