Sud Sudan / Ambiente

Secondo informazioni diffuse dal ministro del petrolio sud sudanese, Awow Daniel Chuang, alla fine di settembre è stata scoperta una perdita di circa 2.000 barili di greggio in un campo petrolifero nel nord di quello che era lo stato di Unity.

Il tubo, non in funzione dall’inizio della guerra civile, nel dicembre del 2013, non avrebbe retto alla pressione dovuta alla ripresa del flusso del greggio. La perdita è continuata per almeno due settimane, fino all’intervento di un team russo, specializzato nella riparazione degli oleodotti. Il team è stato fatto intervenire dal consorzio che gestisce il campo petrolifero, la Greater Pioneer Operating Company (GPOC), formato dalla compagnia governativa cinese (China’s National Petroleum Corporation) dalla malaysiana Petronas, dall’indiana ONGC Videsh e con una partecipazione anche della compagnia nazionale sud sudanese Nile Petroleum Corporation.

Il greggio si é riversato sul terreno e nei corsi d’acqua di una zona già altamente inquinata e la popolazione ne è stata gravemente colpita, ha dichiarato Gatiep Both Gabriel, commissario (capo dell’amministrazione) della contea di Budang, dove la perdita si è verificata. Ha citato alberi che si stanno disseccando, moria di animali e avvelenamento di persone. Ha poi osservato che i diversi piccoli corsi d’acqua, ora altamente inquinati, vanno a finire nel Nilo e dunque l’inquinamento toccherà anche tutta la popolazione rivierasca. Il ministro del petrolio ha anche accennato ad un prossimo intervento di potenti pompe in grado di aspirare il greggio e l’acqua inquinata, bonificando la zona. Un intervento comunque tardivo.

Il ministro si è anche detto preoccupato per la condizione della rete degli oleodotti, ormai vecchia e danneggiata dall’interruzione dell’estrazione di petrolio durata diversi anni a causa della guerra civile nella maggior parte dei campi petroliferi del paese. Nei giorni scorsi ha annunciato che è pronto un piano per sostituire gradualmente i vecchi tubi per evitare altre probabili perdite con la ripresa graduale del lavoro. Il Sud Sudan produce ora 178.000 barili di petrolio al giorno. Ma prevede di arrivare ai 200.000 nel corso dei prossimi due anni. (Voice of America / Sudan Tribune)