Sud Sudan

In una conferenza stampa tenutasi nella capitale sudsudanese Juba all’inizio della settimana il Ceasefire and Transitional Monitoring Mechanism (Ctsamm), uno delle istituzioni delegate dalla comunità internazionale a seguire e sostenere la realizzazione dell’accordo di pace firmato lo scorso agosto, ha denunciato che le due parti in conflitto hanno violato il cessate il fuoco 5 volte in due mesi, dalla fine di dicembre del 2015 all’inizio di marzo. Per altre 3 volte non è stato possibile raccogliere una documentazione adeguata.

Combattimenti si sono avuti non solo negli stati più coinvolti nel conflitto (Nilo Superiore, Unità e Jonglei) ma anche nell’Equatoria occidentale e nel Bahr el Gazal occidentale, a conferma che il conflitto si è esteso ad altre parti del paese dopo lo scorso agosto.

Nella stessa conferenza stampa la portavoce del Ctsamm, Ruth Feeney, ha anche affermato che non sono stati fatti sostanziali passi avanti nella smilitarizzazione di Juba, passo preliminare e necessario alla formazione del governo di transizione, provvedimento con il quale si avvierebbe la preparazione delle elezioni e la normalizzazione del paese. Infatti, nonostante numerose richieste, il governo non ha finora fornito i dati relativi al numero dei soldati e alla quantità e tipo di armi presenti in città al momento della firma dell’accordo. Questo impedisce un effettivo monitoraggio delle operazioni di smilitarizzazione. Il lavoro della Ctsamm è inoltre reso sempre più difficile dalle restrizioni di movimenti imposte da entrambe le parti belligeranti.

Intanto un autorevole rappresentante della società civile sud sudanese, Edmund Yacani, direttore esecutivo del Community Empowerment for Progress Organization (Cepo), ha dichiarato che la gente è stanca del mancato rispetto di scadenze che devono essere ripetutamente posticipate senza che vengano rispettate. Questa “cultura del posticipare le scadenze”, ha aggiunto, di fatto ritarda il processo di pace e le sofferenze della popolazione. (Sudan Tribune / Radio Tamazuj)