Sudafrica / Zuma

Si è tenuta ieri a Johannesburg la prima udienza della commissione sudafricana incaricata di indagare sulle accuse di corruzione durante il governo dell’ex presidente Jacob Zuma. Gli inquirenti dovranno chiarire, tra l’altro, se Zuma, i suoi alleati e una ricca famiglia di affaristi, i Guptas, abbiano tentato di influenzare assunzioni e licenziamenti di funzionari governativi.

La commissione – che non ha poteri giuridici, ma può raccomandare azioni legali – è stata istituita dallo stesso Zuma a gennnaio, poche settimane prima che fosse costretto dal suo stesso partito, l’African National Congress, a dimettersi. Ad imporre all’allora presidente l’istituzione di una commissione d’inchiesta era stato il pubblico ministero Thuli Madonsela con il suo feroce rapporto che nel 2016 accusava Zuma di essere al servizio degli interessi della potente famiglia Gupta.

Zuma e i membri della famiglia Gupta – destinatari di un mandato d’arresto emesso lo scorso marzo – hanno negato ogni illecito.

Diversi testimoni di alto profilo dovrebbero testimoniare all’inizio dell’udienza, tra cui l’ex vice ministro delle Finanze Mcebisi Jonas, che accusa uno dei fratelli Gupta, Ajay, di avergli offerto denaro e la posizione di ministro delle Finanze.

Nel 2016 la Corte costituzionale aveva giudicato Zuma colpevole di violazione della legge sui fondi pubblici, ordinandogli di ripagare parte dei lavori di ristrutturazione della sua villa privata a Nkandla, fatti a spese dei contribuenti, per un valore pari a 15,3 milioni di dollari. Anche in quel caso ad avanzare le accuse era stata Thuli Madonsela. (Voice of America)