Sudafrica: Google penalizza l’informazione locale - Nigrizia
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Il garante per la concorrenza impone al colosso del web il pagamento di 40,4 milioni di dollari a sostegno dei media nazionali
Sudafrica: Google penalizza l’informazione locale
La Competition Commission ha stabilito che le principali piattaforme globali, come Google, Meta, Microsoft, YouTube, i social Facebook, TikTok, X e le aziende di intelligenza artificiale, dominano le principali vie di accesso alle notizie, con algoritmi che danneggiano i media più piccoli, locali e nazionali. Un tema non solo sudafricano...
14 Novembre 2025
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 4 minuti

Notizie internazionali privilegiate rispetto a quelle locali nel motore di ricerca e limitazioni al libero accesso all’informazione. Così il colosso Google si è visto costretto a pagare il corrispettivo di oltre 40 milioni di dollari ai media sudafricani.

L’annuncio è stato fatto ieri dalla Competition Commission, l’autorità garante della concorrenza in Sudafrica, in concomitanza con la pubblicazione del suo rapporto finale che evidenzia sostanziali limitazioni per i cittadini al libero accesso all’informazione, rivelando, tra l’altro, l’utilizzo di algoritmi penalizzanti per i media più piccoli, locali e nazionali, con la conseguente limitazione della capacità di distribuire e trarre profitto dai loro contenuti digitali.

Al termine dell’inchiesta preliminare, lo scorso febbraio, la Commissione aveva chiesto a Google di pagare una cifra ben maggiore: fino a 27 milioni di dollari all’anno per cinque anni. Alla fine della trattativa, la Commissione ha finalizzato un pacchetto di misure “volte a ripristinare equità, trasparenza e sostenibilità nell’ecosistema mediatico sudafricano”.

A questo si aggiunge un ulteriore pacchetto da 688 milioni di rand (40,4 milioni di dollari) a sostegno dei media, concordato con Google e YouTube.

L’accordo prevede un finanziamento di 4 milioni di dollari in cinque anni ai media nazionali per i contenuti su Google News, e di 2,6 milioni di dollari all’anno per supportare l’innovazione dell’intelligenza artificiale. Altri 2,2 milioni di dollari in tre anni andranno ai media locali e di piccole dimensioni per sostenere la trasformazione digitale.

“Google introdurrà anche nuovi strumenti per gli utenti per dare priorità alle fonti di notizie locali, fornire assistenza tecnica per migliorare le prestazioni del sito web e condividere dati più approfonditi sul pubblico”, ha affermato la Commissione.

Insieme a YouTube, che ha accettato di supportare la monetizzazione, Google si è inoltre impegnata a eliminare i cosiddetti “bias”, i pregiudizi algoritmici che favoriscono i media stranieri e, più in generale, contenuti delle sue piattaforme.

Dall’indagine emerge che “le principali piattaforme globali (Google, Meta, Microsoft, TikTok, X e aziende di intelligenza artificiale come OpenAI) dominano le principali vie di accesso alle informazioni per i sudafricani, ovvero la ricerca, i social media e gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale”.

Per quanto riguarda il motore di ricerca, “Google mantiene una posizione dominante, dove le notizie rappresentano il 5-10% delle query e generano un coinvolgimento degli utenti che viene monetizzato attraverso la pubblicità commerciale”. Tuttavia, si legge ancora nel rapporto, “Google non compensa i media sudafricani per i contenuti giornalistici che mostra o riassume”.

I riassunti generati dall’intelligenza artificiale, in particolare, sempre più utilizzati dagli utenti, comportano una drastica diminuzione del traffico verso i siti web dei media.

Riguardo ai social media, il report fa notare che “piattaforme come Meta (Facebook, Instagram e WhatsApp), YouTube, X e TikTok svolgono un ruolo fondamentale nella distribuzione di notizie ai sudafricani”. Ma, “sebbene queste piattaforme traggano un immenso valore di coinvolgimento dalle notizie, poche testate sudafricane sono accreditate o tecnicamente abilitate a monetizzare i propri contenuti”.

Sia Meta che X hanno inoltre declassato i post contenenti link a notizie, riducendo sostanzialmente il traffico di riferimento verso i siti degli editori.

L’intelligenza artificiale e le piattaforme digitali, conclude la Commissione, “offrono opportunità di innovazione, ma solo se i media locali possono contrattare collettivamente, sviluppare capacità tecniche e accedere a un equo compenso per i loro contenuti”.

Per l’autorità garante della concorrenza, “una collaborazione sostenibile, investimenti e supporto politico rimangono vitali per garantire un ecosistema mediatico sudafricano diversificato, credibile e sostenibile”.

Sono osservazioni, quelle fatte dal Sudafrica, che possono essere traslate a livello globale. Temi che, peraltro, sono già da tempo al centro dei dibattiti sull’uso dell’IA e il dominio dei colossi tecnologici.

In un mondo digitale globalizzato dominato da queste dinamiche, appare dunque più che mai urgente l’introduzione di normative nazionali e transnazionali che delimitino i perimetri di azione dei giganti del web.

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