Sudafrica

Per la prima volta negli ultimi decenni il governo del Sudafrica ha messo al bando la caccia al leopardo, estendendo il divieto per tutto il 2016. Il provvedimento ha rappresentato un duro colpo per i cosiddetti “Big 5”, evento molto popolare che attira nel paese i ricchi cacciatori di tutto il mondo e che prevede la caccia, oltre che dei leopardi, anche di leoni, elefanti, rinoceronti e bufali.

L’uccisione del leone Cecil, avvenuta in Zimbabwe lo scorso anno per mano di un dentista statunitense, aveva scatenato in tutto il mondo un’ondata di sdegno e proteste. La decisione di mettere al bando la caccia al leopardo, però, è stata dettata non tanto dall’emozione quanto piuttosto da esigenze scientifiche. L’Istituto nazionale sudafricano per la biodiversità (Sanbi), gruppo di ricerca governativo, ha raccomandato una sospensione della caccia ai leopardi per via delle difficoltà riscontrate nel conteggio degli esemplari presenti sul suolo sudafricano. A causa delle abitudini notturne e della loro natura schiva, infatti, i leopardi sono molto difficili da monitorare.

Immediata, dopo l’annuncio del provvedimento, è stata la reazione dell’Associazione professionale sudafricana di cacciatori, che ha espresso forte dissenso. Secondo stime del governo, l’industria di caccia porta annualmente 6.2 miliardi di rand (410 milioni di dollari) nelle casse dello Stato. (Reuters)

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